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Signori della guerra

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Signori della guerra Capi militari che in Cina, dopo la morte del presidente Yuan Shikai (1916), si sostituirono localmente allo stato sostenuti dai proprietari terrieri che vedevano negli eserciti privati l’unico baluardo contro le rivolte contadine. I “signori della guerra” – cui si appoggiarono le grandi potenze coloniali per indebolire ulteriormente la Cina – stabilirono uno stretto controllo sul territorio, gestendo le attività economiche e provvedendo direttamente a riscuotere le imposte. Il Guomindang, sotto la guida di Jiang Jieshi, condusse contro di loro una strenua lotta, riuscendo ad averne ragione tra il 1926 e il 1928 in quasi tutto il paese.

Da allora, con questo nome si indicano i leader di fazioni politiche, etniche oppure religiose in grado di costituire (spesso grazie ai lucrosi proventi di attività illecite e criminali quali ad esempio il traffico delle armi e degli stupefacenti, il riciclaggio del denaro sporco, il controllo della prostituzione e dell’emigrazione clandestina) forti eserciti privati e di competere militarmente tra loro o con lo stato, imponendo il proprio controllo politico ed economico su ampie fasce di territorio. Nella storia recente, cosiddetti “signori della guerra” sono attivi sullo scenario internazionale (ad esempio in Afghanistan, in Cecenia, nelle repubbliche centroasiatiche ex sovietiche, in Africa, nell’America centrale e meridionale, nei Balcani), condizionando pesantemente lo sviluppo politico, sociale ed economico di molti paesi.

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