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Risultati di Windows Live® Search Robert Wace (Isola Jersey, 1110 ca. – dopo il 1174), scrittore anglonormanno. Chierico di corte, fu investito nel 1169 da Enrico II Plantageneto del canonicato di Bayeux. Le sue opere si collocano nel programma di celebrazione politica e culturale dei duchi di Normandia. Il Roman de Brut (1155), dedicato a Eleonora di Aquitania, è una cronaca di oltre 15.000 versi, che narra la leggendaria genealogia delle genti britanniche a partire da Bruto, eroe eponimo e presunto discendente del troiano Enea. Fonte diretta delle storie narrate è l’Historia regum Britanniae del cronista anglosassone Goffredo di Monmouth, rielaborata con larghe concessioni al romanzesco e al fantastico. Con quest’opera Wace salda due dei principali filoni tematici che caratterizzano la letteratura francese, quello dei romanzi di ispirazione classica (Roman de Troie, Roma d’Eneas, Roman de Thèbes) e quello dei romanzi bretoni. Inoltre, dal punto di vista della tecnica poetica, Wace introduce il distico ottosillabico rimato, che diverrà il metro predominante nella successiva tradizione cavalleresca cortese. L’altra sua grande opera è il Roman de Rou, storia in versi (ottosillabi e lasse di alessandrini monorimi) della dinastia normanna dal vichingo Rollone (Rou, in anglonormanno) fino a Roberto II Cortacoscia (1054-1134), figlio di Guglielmo il Conquistatore. L’opera rimase incompiuta quando, nel 1174, Wace cadde in disgrazia presso Enrico II. Di lui restano anche pochi poemetti agiografici sulle vite di san Nicola e di santa Margherita.
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