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Arti e mestieri medievali

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Arti e mestieri medievali Con tale espressione si intendono le professioni che nacquero e si svilupparono in seguito alle profonde trasformazioni dell’organizzazione sociale ed economica avvenute durante il Medioevo, soprattutto nell’ambito della vita comunale.

Tra le popolazioni dell’Europa occidentale e tra quelle barbariche che si insediarono nei territori dell’impero romano nei primi secoli dell’era cristiana, venivano praticati solo pochi mestieri ben distinti, tra i quali il principale era quello del fabbro, spesso avvolto da un’aura di sacralità come già presso i popoli antichi (vedi ad esempio i miti di Vulcano e di Efesto). A partire dagli inizi del Medioevo, la divisione del lavoro si accentuò. Singoli individui iniziarono ad apprendere ed esercitare stabilmente una specifica attività artigiana, che svolgevano in un determinato luogo oppure muovendosi alla ricerca di lavoro. Essi applicarono, sviluppandole, le tecnologie tradizionali già in uso presso le culture precedenti.

Non solo quindi nacquero, nelle corti dei castelli, le botteghe dei principali mestieri, ma, soprattutto dopo il consolidamento dei comuni, intorno al Mille, gli artigiani mirarono a tutelare il loro ruolo economico e sociale, unendosi in associazioni autogovernate per stabilire e far rispettare i principi di qualità, i livelli di valutazione dell’opera prestata e le norme di accesso al mestiere. Su questa base si formarono, a partire dall’XI secolo le corporazioni, talmente fiorenti da assurgere a protagoniste della vita politica comunale.

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