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Risultati di Windows Live® Search OuLiPo Gruppo francese di avanguardia letteraria fondato nel 1960 dal matematico François Le Lionnais e dallo scrittore Raymond Queneau. La denominazione deriva dall’acronimo della dicitura francese Ouvroir de Littérature Potentielle (Officina di letteratura potenziale). L’assunto teorico del gruppo mirava a inquadrare la produzione letteraria entro costrizioni formali tanto rigide quanto arbitrarie, il rispetto delle quali veniva considerato non come una limitazione ma, al contrario, come un fecondo stimolo per le potenzialità creative. Influenzati dalle contemporanee metodologie di indagine strutturalista sul linguaggio e sulla letteratura, i membri dell’OuLiPo trovavano spunti per l’invenzione delle loro costrizioni formali nell’arbitraria e casuale manipolazione dei vocabolari, nella riproduzione meccanica di regole della metrica o della retorica, nell’applicazione alla grammatica e alla sintassi di strutture derivate dalla matematica. Il campo di applicazione letteraria di queste elaborazioni sperimentali poteva essere quello “vergine” della creazione di nuovi testi, oppure nella rivisitazione di opere della tradizione letteraria, in particolare di testi in cui, già nell’originale, particolarmente spiccata è la tendenza al formalismo (i poeti provenzali) e ai giochi linguistici (Rabelais). Tra gli autori che meglio sono riusciti a coniugare l’istanza sperimentalistica e la riuscita formale vi sono Raymond Queneau e Georges Perec. I Cents Mille Milliards de poèmes (1961) di Queneau, sono un esempio di “opera aperta” che prevede la possibilità di ricombinare liberamente i versi di 100 sonetti. La disparition (1969) di Georges Perec, è invece un romanzo-lipogramma in cui non si usa mai la lettera “e”; dello stesso autore è La vita: istruzioni per l’uso (1978), una sorta di “romanzo di romanzi” in cui in 101 capitoli vengono narrate, secondo una sequenza che riproduce il movimento del “salto del cavallo” negli scacchi, le storie degli abitanti, passati e presenti, di un edificio parigino la cui sezione longitudinale rappresenta un’immaginaria scacchiera. Membro ufficiale dell’OuLiPo fu anche Italo Calvino e di fatto vicino allo sperimentalismo oulipiano può essere considerato il suo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore (1979).
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