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Barrow, Isaac

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Barrow, Isaac (Londra 1630-1677), matematico e teologo inglese, a cui si devono importanti contributi alla geometria e al nascente calcolo infinitesimale. Compiuti gli studi al Trinity College di Cambridge, nel 1655 lasciò l’Inghilterra per trascorrere alcuni anni in Europa e in Asia Minore. Tornato a Cambridge, nel 1659 divenne ministro anglicano e l’anno seguente ottenne la cattedra di greco all’Università di Cambridge; nel 1662 passò all’insegnamento della geometria presso il Gresham College di Londra e successivamente, dal 1663 al 1669, fu docente di matematica all’Università di Cambridge. Fu in questi anni che ebbe come allievo e pupillo Isaac Newton, il quale fu molto influenzato dall’insegnamento di Barrow nell’approccio alla risoluzione dei problemi di fisica. Nel 1669 Barrow cedette la sua cattedra di insegnamento al giovane Newton, del quale aveva riconosciuto le straordinarie capacità. Uomo profondamente religioso, per il resto della vita si dedicò allo studio della teologia; dal 1670 fu cappellano di Carlo II che, due anni dopo, lo nominò vicecancelliere del Trinity College, carica che conservò fino alla morte.

Il primo lavoro di Barrow fu un’edizione completa delle opere di Euclide, prima in latino e poi, nel 1660, in inglese. Le lezioni tenute dal 1664 al 1666 furono pubblicate dopo la sua morte, nel 1683, con il titolo di Lectiones Mathematicae. Le Lectiones Opticae e le Lectiones Geometricae furono pubblicate rispettivamente nel 1669 e nel 1670 a cura di Newton. Le lezioni di geometria contengono uno dei risultati più importanti dell’opera di Barrow, cioè il metodo per la determinazione delle tangenti a una curva, che dimostra come il matematico stesse lavorando sulle linee suggerite da Fermat per l’elaborazione del calcolo differenziale. Barrow è noto anche per essere stato il primo a riconoscere che l’integrazione (l’operazione per il calcolo dell’area delimitata da una curva) e la derivazione (che sta alla base del calcolo delle tangenti a una curva) sono operazioni inverse.

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