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Outback

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Outback, AustraliaOutback, Australia

Outback Termine che definisce l’immenso e quasi disabitato entroterra dell’Australia, disseminato di vaste zone desertiche e bacini salati asciutti, e privo di rilievi montuosi importanti. L’Outback australiano include le regioni semiaride dell’Australia centrorientale, il Great Western Plateau e le pianure semiaride settentrionali. Include altresì quattro grandi deserti: il Deserto Gibson, il Gran Deserto Sabbioso, il Gran Deserto Vittoria e il deserto di Tanami.

Fatta eccezione per le regioni completamente desertiche, e nonostante le piogge scarse e il suolo poco fertile, nell’Outback cresce un’ampia varietà di piante che, a seconda delle zone, vanno dall’Acacia anuera, che può raggiungere i 10 m di altezza, al mallee, un tipo di vegetazione arbustiva composta prevalentemente da piante nane del genere Eucalyptus, a una vegetazione xerofila di bassi cespugli in cui predomina il genere Spinfex. In Australia, queste zone in cui prevale la steppa prendono il nome complessivo di bush.

Anche la fauna dell’Outback è ricca: qui vivono circa 125 specie di lucertole, tra le quali spiccano il goanna (appartenente al genere dei varani), il moloch australiano e il clamidosauro ornato. Delle 22 specie di serpenti presenti, dieci sono velenose (tra cui il taipan e la vipera della morte); non è velenoso, invece, il woma (Aspidites ramsayi), un pitone che può raggiungere i 3 m di lunghezza e si nutre di uccelli, lucertole e conigli. Le specie di uccelli sono circa 90 e spaziano dal grande emù al piccolissimo diamante mandarino, tra le poche specie viventi a potersi abbeverare anche con l’acqua dei bacini salati.

Per quanto riguarda i mammiferi, le specie autoctone includono canguri, wallaby, peramelidi, numbat, vombati e diverse specie di topi marsupiali; pipistrelli insettivori e carnivori; dingo. Oggi sopravvive meno della metà dei mammiferi autoctoni che erano presenti nell’Outback due secoli fa. Quelli introdotti dai coloni, invece –ad esempio conigli, gatti domestici, volpi, cavalli, asini, capre e maiali– sono talora diventati infestanti al punto di mettere a repentaglio l’habitat delle specie autoctone.

L’Outback contribuisce in modo significativo all’economia dell’Australia grazie a notevoli ricchezze minerarie che includono ferro, nichel, oro, argento; nell’Australia Meridionale e nel Nuovo Galles del Sud sono presenti anche giacimenti di opali e uranio. L’unica miniera di uranio dell’Outback si trova invece a Roxby Downs, nell’Australia Meridionale, e il minerale estratto è destinato all’esportazione.

Tradizionale territorio degli aborigeni, l’Outback racchiude la più antica essenza della terra australiana; l’esplorazione da parte degli europei ebbe inizio a Ottocento inoltrato, a partire dalla città di Bourke, nel Nuovo Galles del Sud: per questo motivo, l’immenso entroterra prende anche il nome di Back o’Bourke. Tra gli insediamenti più interessanti dell’Outback si ricordano Alice Springs, Kalgoorlie, Broken Hill, antico centro di estrazione dell’argento, e Tennant Creek, cittadina “di frontiera”, un tempo frequentata dai cercatori d’oro.

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