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Risultati di Windows Live® Search Mastaba Nell’antico Egitto, sovrastruttura in mattoni crudi o in pietra di una tomba in cui sono conservate le spoglie di ministri e funzionari del faraone; l’uso di erigere mastaba fu introdotto nel periodo dinastico antico (3100-2755 ca. a.C.) e prese piede soprattutto nell’Antico Regno (2778-2220 ca. a C.). Il termine arabo con cui viene designato questo monumento funebre, che significa “banco” in virtù della somiglianza con un sedile di pietra, si deve agli archeologi che a partire dal 1850 condussero, sotto la direzione del grande egittologo Auguste Mariette, gli scavi di Saqqara. La mastaba è una costruzione a pianta rettangolare a forma di piramide tronca, con pareti rastremate e copertura piana, innalzata sopra una camera funeraria ipogea; dopo la sepoltura del defunto, il pozzo di collegamento tra la parte sotterranea e la struttura sovrastante veniva ostruito. L’edificio ospita spesso anche una camera segreta, detta serdab, che accoglie statue del personaggio deceduto, e una cella dedicata al culto, ornata di affreschi e bassorilievi che rappresentano sovente scene di vita quotidiana. Le mastaba fanno spesso parte di necropoli molto estese, che comprendono anche templi e altri edifici di culto: simili complessi ospitavano di frequente fastose cerimonie religiose in onore del faraone. Gli esempi più significativi si trovano a Saqqara, nei pressi dell’imponente piramide a gradoni del faraone Zoser, della III dinastia (2737 ca. - 2717 ca. a.C.).
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