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Risultati di Windows Live® Search Bhakti Termine sanscrito derivato dal verbo bhaj (“amare, adorare, godere, mangiare o unirsi a”), che indica la devozione appassionata a una divinità indù, in particolare Krishna, Rama, Shiva o Devi. Con questo significato la parola appare nella Bhagavad-Gita, dove Krishna insegna la bhakti come terza via religiosa, dopo quella delle opere e quella della conoscenza. Sotto l’influenza di sette locali, soprattutto nell’India meridionale e in Bengala, il termine assunse la connotazione di “intensità” e di “autoabbandono”. Gli alvar e i nayanar, innologi del VII-X secolo, espressero il loro amore in inni estatici che minavano le basi stesse dell’ordine religioso e sociale indù; in quel periodo la bhakti si diffuse ispirando la poesia e l’arte religiosa. Benché la devozione per il guru, il maestro spirituale, fosse importante per tutte le sette bhakti, l’amore per Dio, fino all’esclusione di ogni legame sociale, era ed è la caratteristica del vero devoto, il bhakta.
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