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Chitarra Strumento a corde della famiglia del liuto, fornita di un manico tastato e di un corpo composto da una tavola armonica, fasce laterali a forma di otto e fondo piatto. Sulla cassa si apre un foro circolare che permette la diffusione del suono. Al corpo è aggiunto un manico tastato sul quale corrono sei corde, raccolte all'estremità del manico stesso dai piroli disposti in una paletta, e fermate dalla parte opposta da un ponticello incollato sulla tavola armonica. Nella chitarra classica le corde sono di nylon (le tre più basse sono rivestite di materiale metallico di particolari leghe). Nella chitarra folk, generalmente, le corde sono tutte di metallo. L'accordatura è mi, la, re, sol, si, mi. Le dita della mano sinistra premono le corde sulla tastiera in modo da produrre le note desiderate, mentre quelle della mano destra pizzicano le corde, direttamente o mediante un plettro.
Esistono documentazioni iconografiche molto antiche di strumenti analoghi alla chitarra, ma la prima menzione della chitarra vera e propria risale al XIV secolo. Questa si diffuse in Europa a partire probabilmente dalla Spagna, dove nel corso del XVI secolo divenne lo strumento più diffuso tra le classi popolari, in contrapposizione con la vihuela, tipica degli ambienti aristocratici. Nella seconda metà del Settecento la chitarra raggiunse la forma che ancora oggi la contraddistingue, abbandonando le primitive corde doppie e adottando il corredo attuale di sei corde singole. I liutai dell'Ottocento ingrandirono la cassa armonica, ampliarono le curve delle fasce e cambiarono la posizione delle catene incollate sulla tavola armonica. I piroli di legno furono sostituiti con altri di metallo. In Spagna e in America Latina sono ancora in uso chitarre di tutte le taglie, dal contrabbasso al soprano. Abbastanza comune è la chitarra a dodici corde, che sono comunque accordate, a coppie, come quelle di una chitarra normale. La chitarra hawaiana, o steel guitar, viene tenuta sulle ginocchia dall'esecutore, e le corde non vengono premute dalla mano, ma da un cilindretto metallico. Nell'ambito della musica classica, dopo i vertici raggiunti con Niccolò Paganini, la chitarra moderna raccolse i primi successi grazie soprattutto al compositore spagnolo Francisco Tarrega e al virtuoso Andrés Segovia.
La chitarra elettrica, sviluppata negli Stati Uniti a partire dagli anni Trenta del Novecento, possiede generalmente una cassa compatta, non risonante: le vibrazioni delle corde, raccolte da un pick-up, vengono amplificate elettronicamente in un suono che lo stesso esecutore può controllare. Fu il musicista statunitense Les Paul a sviluppare i primi prototipi per le chitarre dette solid-body, e a diffonderle nel corso degli anni Quaranta. Le capacità solistiche e di accompagnamento hanno fatto della chitarra elettrica lo strumento principe della musica pop e rock. Del rock ha seguito passo passo la storia, fungendo anzi, alle origini, da cerniera tra il blues e il rock and roll (si pensi a chitarristi come B.B. King o Bo Diddley). Tra gli altri grandi della chitarra dei decenni successivi si possono ricordare Eric Clapton (detto Slowhand: 'mano lenta') di derivazione blues, Carlos Santana e Al Di Meola, più vicino al jazz. A questo genere appartengono i nomi di celebri chitarristi, quali il belga di origine tzigana Django Reinhardt, gli statunitensi Charlie Christian e Pat Metheny, nonché l'italiano Franco Cerri. Ma il principe incontrastato della chitarra elettrica resta il grandissimo Jimi Hendrix, che con il suo sperimentalismo viscerale strappò allo strumento sonorità prima di allora inimmaginabili, le quali hanno costituito un punto di riferimento per tutte le generazioni successive.
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