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Lingue gaeliche Ramo linguistico, che insieme al britonico costituisce il gruppo insulare, l’unico sopravvissuto, della famiglia delle lingue celtiche. Comprende il gaelico irlandese (o, semplicemente, irlandese), il gaelico scozzese (detto anche erse) e il gaelico dell’isola di Man.
Il gaelico irlandese è la lingua più antica del gruppo goidelico. Le prime testimonianze scritte sono quelle delle iscrizioni ogamiche, presenti su circa 370 pietre tombali sparse nell'Irlanda sudoccidentale e in Galles. Databili a un periodo che va dal V all'VIII secolo, le iscrizioni riportano in maggioranza nomi propri. Il gaelico irlandese, che in origine era una lingua altamente flessiva, conserva essenzialmente due casi, nominativo e genitivo, mentre il dativo sopravvive nel singolare dei nomi femminili; i tempi verbali sono solo due nel modo indicativo. È parlata principalmente nella parte occidentale e sudoccidentale della Repubblica d’Irlanda, dove è una lingua ufficiale, e in parte anche nell'Irlanda del Nord; il gaelico fu parlato in tutta l'Irlanda fino al XVII secolo. Dall'Ottocento, il numero di parlanti è sceso dal 50 al 20%, nonostante sia insegnato nelle scuole sin dal 1922 ed esista una grammatica standard.
Verso il V secolo invasori irlandesi portarono una forma di gaelico in Scozia, dove sostituì una più antica lingua britonica. A partire dal XV secolo, grazie agli apporti dal norvegese e dall'inglese, il ramo scozzese si differenziò notevolmente dall'irlandese, tanto da costituire una lingua separata. L'alfabeto dell'irlandese e dello scozzese, di 18 lettere, è identico. Il gaelico scozzese usa quattro casi nominali: nominativo, genitivo, dativo e vocativo. Come in irlandese, l'accento è sulla sillaba iniziale. Due sono i principali dialetti del gaelico scozzese, quello settentrionale e quello meridionale, geograficamente distinti, in modo approssimativo, da una linea che va da Firth of Lorne alla città di Ballachulish per poi passare attraverso i monti Grampiani. Il dialetto meridionale è più vicino all'irlandese rispetto a quello del Nord, ed è più flessivo. La principale differenza è il mutamento del suono indicato con é, che è eu a nord e ia a sud. Perciò la parola fér 'erba' viene pronunciata feur a nord e fiar a sud. Alcuni parlanti il gaelico scozzese vivono anche in Nuova Scozia.
La lingua dell’isola di Man è considerata un dialetto del gaelico scozzese con forti influssi norvegesi. Fu parlato in tutta l'isola fino al XVIII secolo; le leggi sono tuttora scritte nel gaelico locale. Il suo declino cominciò nel XIX secolo, fino all'estinzione agli inizi del XX. Le prime testimonianze scritte sono del XVII secolo, ma la tradizione letteraria, fatta eccezione per alcune ballate, è trascurabile.
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