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Palude

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Everglades, FloridaEverglades, Florida
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Introduzione

Palude Area di terreno saturo o coperto d’acqua a causa di insufficienti condizioni di drenaggio. La vegetazione tipica della palude è costituita da canne, giunchi e falaschi e da rari alberi in grado di tollerare un suolo saturo d’acqua. Le paludi ospitano una fauna molto ricca e varia, dagli uccelli acquatici alle specie di animali d’acqua dolce.

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Tipi di palude

Le paludi possono essere d'acqua dolce o salata. Le paludi d'acqua dolce si sviluppano lungo le sponde dei laghi e dei fiumi dalla corrente lenta e si formano quando gli stagni e i laghi si riempiono di sedimenti; le paludi d'acqua salata si sviluppano nelle pianure costiere di marea oppure sulle sponde dei laghi d'acqua salata. La natura d'una palude (le piante presenti, la ricchezza delle specie e degli organismi viventi) è fortemente influenzata dalla relazione con gli ecosistemi circostanti, che condizionano l'afflusso di sostanze nutrienti, il movimento dell'acqua e il tipo e la deposizione dei sedimenti. Le paludi salmastre sono maggiormente sviluppate sulle coste atlantiche dell'America settentrionale e dell'Europa.

2.1

Flora e fauna

In alcune paludi, come quelle delle Everglades o in quelle salmastre interessate due volte al giorno dalle maree, l'acqua scorre sulla superficie e il terreno è generalmente dominato da una sola o da poche specie di vegetazione. In altre paludi l'acqua scorre in canali, straripando solo in caso di abbondanti precipitazioni o di nevicate e trascinando sostanze nutrienti e sedimenti, che vengono depositati irregolarmente causando variazioni nella profondità dell'acqua e creando le condizioni favorevoli per varie specie paludose quali canne e giunchi.

Nelle paludi d'acqua dolce nidificano molte specie di uccelli acquatici e trovano il loro habitat topi muschiati, rane, insetti e molti altri esemplari di fauna d’acqua dolce. Le paludi salmastre sono invece l'habitat invernale di oche, anatre delle nevi, aironi e porciglioni.

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Le paludi e l’uomo

Durante tutto il corso della storia frequentissimi sono stati gli interventi dell'uomo per rendere vivibili e abitabili aree paludose, spesso causa di dannosi effetti climatici e igienico-sanitari (vedi Malaria). Molte famose città sono state infatti costruite parzialmente su terre bonificate, strappate alle paludi: l'antica Roma, originariamente insediata sui colli, poté estendere il suo abitato al piano solo quando si riuscì a regolamentare il corso del Tevere e a bonificare le valli. Anche Bruxelles, Tokyo e San Pietroburgo vennero edificate su territori paludosi precedentemente bonificati.

In Italia la bonifica delle paludi dell'Agro Pontino, tra gli anni Venti e Trenta del Novecento, recuperò alla coltivazione e all'insediamento umano un'area di circa 800 km2. Fatta eccezione per molte regioni del Terzo Mondo, dove interventi di bonifica sono tuttora fondamentali per la salute e l'economia di quelle popolazioni, la tendenza attuale delle politiche ambientali è quella di non distruggere pregiudizialmente le paludi con drenaggi e rinterri, ma di salvaguardarne l'importante equilibrio floro-faunistico e idrogeologico.

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