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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
Nel 1980 venne eletta alla presidenza del paese Vigdís Finnbogadóttir, la prima donna a ricoprire questo ruolo in un paese occidentale. Riconfermata tre volte, la presidente si impegnò per promuovere l’identità nazionale e culturale del paese. Negli anni Ottanta l’Islanda fu colpita dalla crisi economica; le violazioni alla moratoria imposta sulla caccia alle balene la esposero peraltro alle proteste internazionali e alla minaccia di embargo. La controversia si appianò nel 1989, quando l’Islanda sospese la caccia. Negli anni successivi il paese fu coinvolto in nuovi scontri diplomatici con la Norvegia e la Russia, che denunciarono lo sconfinamento della flotta peschereccia islandese all’interno delle proprie acque territoriali. Gli anni Novanta videro la ripresa dell’industria ittica, favorita dall’ampliamento delle quote di pesca. Nel 1996 a Vigdís Finnbogadóttir succedette alla presidenza del paese Olafur Ragnar Grímsson. Nello stesso anno Davíd Oddsson fu confermato alla guida di un governo conservatore. Sollevando aspre polemiche nel paese, nel 1998 il Parlamento islandese concesse a una società statunitense il diritto esclusivo d’accesso alle informazioni genetiche sulla popolazione. Le elezioni del 1999 confermarono il Partito dell’indipendenza del primo ministro Oddsson. Nel 2000, il Parlamento ratificò l’adesione dell’Islanda allo spazio Schengen. Le elezioni del maggio 2003 confermarono la coalizione conservatrice al potere. In agosto, dopo una moratoria durata quattordici anni, il paese annunciò la riapertura della caccia alle balene. La decisione (che allineava l’Islanda a Norvegia e Giappone) fu fortemente criticata da alcuni governi e dalle associazioni ambientaliste, le cui pressioni convinsero infine l’Islanda a non riprendere l’attività di caccia. Nel giugno 2004 Olafur Ragnar Grímsson venne confermato per la terza volta consecutiva alla presidenza del paese. In settembre Halldór Ásgrímsson succedette a Oddsson alla guida del governo islandese.
Nel giugno 2006, dopo la sconfitta del suo partito nelle elezioni amministrative, il primo ministro Halldór Ásgrímsson rassegna le dimissioni e viene sostituito alla guida del governo da Geir Haarde. Nelle elezioni legislative del maggio 2007 il Partito dell’indipendenza si piazza al primo posto aggiudicandosi 25 dei 63 seggi del Parlamento islandese. Geir Haarde viene confermato alla guida del governo, cui prende parte il Partito socialdemocratico.
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