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Saggio Composizione scritta, di estensione variabile, in cui l'autore sottopone ad analisi argomenti specifici (storici, politici, scientifici, letterari, di costume ecc.). Per la vasta gamma di argomenti che la saggistica comprende, e per la varietà degli approcci possibili, è difficile circoscrivere con precisione il genere e la sua forma. Anche lo scopo per il quale il saggio è concepito lo rende un tipo di testo molto vario: si va infatti da opere di carattere documentario a deformazioni parodiche e satiriche, da pamphlet a interventi accademici, da testi divulgativi a interventi concepiti per apparire su periodici, e dunque di misura piuttosto breve e di facile leggibilità (saggi non specialistici pubblicati in riviste ad ampia diffusione), oppure più lunghi e dotti (saggi specialistici stampati in riviste di settore).
Nel corso della sua storia, il saggio ha assunto forme molto diverse: epistolare, dialogica, trattatistica (caratterizzata cioè da una progressione sistematica degli argomenti), odeporica (organizzata nella forma del resoconto di viaggio), ma esistono addirittura saggi scritti in versi, ad esempio il Saggio sulla critica (1711) e il Saggio sull'uomo (1733) di Alexander Pope, peraltro autore anche di quattro poemi di soggetto etico in forma di epistole, i Saggi morali (1731-1735).
Anche se è possibile individuarne i primi esempi in Plutarco, Cicerone e Seneca, la formulazione di veri e propri saggi è un fenomeno molto più recente. Ebbe inizio nel tardo Rinascimento, in particolare con due opere di capitale importanza: gli Essais di Montaigne, che furono pubblicati a partire dal 1580 sotto forma di brevi meditazioni di carattere personale scritte seguendo 'il procedere degli umori', e i Saggi di Francesco Bacone, del 1597 (nella versione definitiva si tratta di 58 saggi o, come spiega la seconda parte del titolo originale, Counsels Civil and Moral, 'consigli civili e morali'), opera che ha influito profondamente sulla tradizione anglosassone, nella direzione di una prosa semplice e asciutta ma capace di colpire la fantasia con immagini ricercate.
Il genere della saggistica si diffuse però soprattutto nel corso del Settecento, in concomitanza con l'affermazione della cultura illuministica (un importante precedente scientifico è costituito in Italia dai Saggi di naturali esperienze di Lorenzo Magalotti, del 1667). Jonathan Swift pubblicò nel 1729 Una modesta proposta per impedire ai figli dei poveri di essere a carico dei loro genitori, che commenta in forma satirica le condizioni della società irlandese, affermando che per risolvere il problema della sovrappopolazione infantile sarebbe opportuno cucinare e mangiare con buon appetito i bambini. Testi di analoga indole satirica furono scritti da Joseph Addison e Richard Steele per il loro famoso periodico 'The Spectator', in cui apparvero gradevoli saggi di impianto divulgativo riguardanti la filosofia e la morale. Per alludere alla varietà dei risultati tipici del genere, si possono ricordare il contenuto autobiografico e il tono umoristico dei Saggi di Elia (1823 e 1833) di Charles Lamb e, in Francia, i numerosi saggi scritti da Voltaire e il vivacissimo Saggio sulle donne (1772) di Denis Diderot. Interessante è anche l'Account of the Manners and Customs of Italy (1767) di Giuseppe Baretti; scritto in inglese, ha per soggetto un polemico resoconto sugli usi e costumi italiani. In ambito scientifico, Lazzaro Spallanzani scrisse saggi sul fenomeno della generazione (Saggio di osservazioni microscopiche, 1765), mentre in campo letterario fu Melchiorre Cesarotti a esporre in forma saggistica le sue riflessioni nel Saggio sulla filosofia del gusto e nel Saggio sulla filosofia delle lingue, entrambi pubblicati nel 1785. Tra gli illuministi italiani, Francesco Algarotti compose un Saggio sopra l'architettura (1753), un Saggio sopra la pittura e un Saggio sopra l'opera in musica, questi ultimi stampati nel 1762.
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