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Musica occidentale

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A. Scarlatti: Concerto grosso n. 3 in fa maggioreA. Scarlatti: Concerto grosso n. 3 in fa maggiore
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Introduzione

Musica occidentale Tradizione musicale sviluppata in Europa nel corso dei secoli, con particolare riferimento alla cosiddetta “musica colta”. La musica occidentale è una delle numerose culture musicali del mondo; è dotata di una sua specifica base teorica, di un sistema di accordature e scale, di propri timbri, di un particolare approccio alla forma e di peculiari tessuti musicali. La musica colta occidentale si affianca agli altri grandi sistemi musicali, come quelli dell’India, dell’Indonesia, della cultura islamica, della Cina e del Giappone; si suole distinguerla, inoltre, sia dalla musica popolare sia dalla musica leggera.

2

La musica nell’antichità

Si conosce un isolato esempio in scrittura cuneiforme di musica ittita del II millennio a.C., ma la più antica musica europea nota è quella dei greci e dei romani, fiorita tra il 500 a.C. e il 300 d.C.

2.1

Musica greca e musica romana

Gli esempi musicali di cui disponiamo sono scarsi, ma sappiamo molto sulle teorie greche e romane riguardanti natura e funzione della musica, grazie a filosofi come Platone, Pitagora, Aristotele, sant’Agostino e Boezio. Per gli antichi, la musica, oltre a riflettere nel microcosmo le leggi dell’armonia che governano l’universo, influenzava pensieri e azioni degli uomini.

La musica greca era essenzialmente monofonica (limitata cioè a un’unica melodia eseguita senza armonia). Tuttavia, era anche possibile che uno o più musici suonassero una variazione della melodia, mentre gli altri eseguivano la sua versione originale, producendo un tessuto musicale un po’ più complesso, detto eterofonia.

Il ritmo della musica greca era strettamente associato alla parola. Nel canto, la musica riproduceva l’andamento del testo, mentre in un pezzo strumentale seguiva gli schemi dei vari metri poetici. La struttura era basata su un sistema di modi che legava una scala a determinati contorni melodici e modelli ritmici. Un’organizzazione analoga esiste oggi nella musica islamica e in quella indiana. Secondo i filosofi greci, ogni modo possedeva una specifica qualità emotiva che agiva sull’ascoltatore.

Gli strumenti più comuni, la cetra e una sorta di flauto (aulos), erano associati alle cerimonie religiose e al teatro. La musica strumentale raggiunse l’apice attorno al 300 a.C..

Tra i non molti apporti originali dei romani c’è lo sviluppo di alcuni ottoni usati in battaglia e nelle sfilate militari, e l’invenzione di un organo fornito di uno stabilizzatore idraulico per la pressione dell’aria.

3

La musica del primo Medioevo

Nel Medioevo la maggioranza dei musici professionisti operava per la Chiesa. Per questo la musica greca e romana, vista dal clero come espressione di paganesimo, scomparve.

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