Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Internazionale, scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Internazionale

Risultati di Windows Live® Search

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Internazionale

Articolo
Multimedia
La “Fiumana” internazionaleLa “Fiumana” internazionale
Struttura articolo
1

Introduzione

Internazionale Termine con cui vengono designate varie associazioni che, a livello mondiale, hanno coordinato l’attività politica delle organizzazioni socialiste e comuniste.

2

Prima Internazionale

Nel 1864 alcuni rappresentanti dei lavoratori inglesi e francesi fondarono a Londra l’Associazione internazionale dei lavoratori sull’onda dello sviluppo dei sindacati operai e dei partiti socialdemocratici e socialisti in Europa. Karl Marx, eletto inizialmente nel comitato provvisorio dell’organizzazione, assunse in seguito un ruolo dominante all’interno del consiglio generale.

Fin dal principio, tuttavia, i seguaci anarchici di Pierre-Joseph Proudhon e di Michail Bakunin si opposero duramente al modello rivoluzionario marxista. Bakunin accelerò la crisi all’interno dell’organizzazione denunciando gli atteggiamenti dispotici di Marx e chiedendo la creazione di una Internazionale “antiautoritaria”. Al congresso dell’Aia del 1872 Marx prevalse su Bakunin, il quale fu escluso dall’organizzazione; in quella sede fu inoltre deciso il trasferimento negli Stati Uniti del consiglio generale, che decretò il proprio scioglimento nel 1876. Sebbene riuscisse a destare una certa preoccupazione nei partiti politici di destra, la Prima Internazionale non contò mai più di 25.000 membri.

3

Seconda Internazionale

Nel 1889, centenario dello scoppio della Rivoluzione francese, Parigi ospitò contemporaneamente due congressi socialisti, uno dei quali, ispirato al Manifesto comunista di Marx ed Engels, inaugurò la Seconda Internazionale: si trattava di una federazione di partiti di massa con un ufficio di coordinamento costituito nel 1900, il quale organizzò nove incontri a scadenze regolari fino allo scoppio della prima guerra mondiale. Durante il congresso di Londra del 1896 gli anarchici furono espulsi, lasciando i marxisti in una posizione di predominio indiscusso, anche se questi ultimi, soprattutto in Germania e in Francia, cercavano ora di attuare le riforme nel rispetto del sistema giuridico dello stato.

Nel 1899 il socialista francese Alexandre Millerand accettò una carica nel governo non socialista di René Waldeck-Rousseau. Nello stesso anno il leader socialista tedesco Eduard Bernstein pubblicò il suo Socialismo evoluzionista, con il quale procedeva alla revisione della dottrina marxista escludendo l’inevitabilità della rivoluzione e proponendo rapporti di collaborazione con partiti non marxisti per il perseguimento dei fini socialisti. Il revisionismo di Bernstein fu duramente criticato da Karl Kautsky, leader del marxismo tedesco ortodosso.

Sebbene il movimento socialista fosse ideologicamente a favore della pace e della fratellanza tra lavoratori di ogni paese, il dissidio sorto nell’ambito dell’Internazionale indebolì gli sforzi volti a evitare una guerra in Europa. Quando, nel 1914, ebbe inizio la prima guerra mondiale, gli interessi nazionali si dimostrarono molto più forti dei legami di classe tra lavoratori e parte dei socialisti sostenne la politica militare dei propri governi. Questa circostanza segnò la fine della Seconda Internazionale, sebbene i tentativi di ricostituire l’unità del movimento continuassero fino al 1920.

4

Terza Internazionale

Nel marzo del 1919, in seguito alla Rivoluzione russa, Lenin, il leader bolscevico del nuovo governo sovietico, diede vita alla Terza Internazionale o Internazionale comunista (Comintern), al fine di diffondere nel mondo il modello russo di conquista rivoluzionaria del potere. Grigorij Zinov’ev, uno dei più stretti collaboratori di Lenin, fu eletto dal congresso presidente dell’organizzazione. Durante il secondo congresso (1920) furono stabilite alcune condizioni necessarie per l’ammissione all’interno dell’organizzazione, tra cui l’obbedienza incondizionata e la condanna del socialismo riformista proprio della Seconda Internazionale (vedi Comunismo).

Quando Lenin morì nel 1924, la corrente rivoluzionaria in Europa si era considerevolmente ridimensionata e il sogno di una rivoluzione socialista su scala mondiale aveva progressivamente lasciato il posto alle spinte nazionaliste del successore di Lenin, Josif Stalin. Per quest’ultimo il Comintern rappresentava poco più di uno strumento per mantenere il proprio potere assoluto nel paese e per accrescere l’influenza sovietica sulla scena internazionale. Il dominio di Stalin fu caratterizzato da intrighi interni e intricate strategie di politica estera: basti pensare che, per soddisfare una richiesta da parte degli Alleati inglesi e francesi durante la seconda guerra mondiale, Stalin non esitò a dissolvere il Comintern nel maggio 1943.

Precedente
|
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft