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Struttura articolo
La fase successiva consiste nell'immergere la pelle in una soluzione debolmente acida, che elimina la calce assorbita e riduce il rigonfiamento da questa provocato. La maggior parte del pellame viene trattata contemporaneamente con una sostanza macerante ricca di enzimi, che rende la grana più liscia e la pelle più morbida e flessibile. La quantità di macerante può variare moltissimo: il cuoio per suole non ne richiede affatto, mentre la pelle di capretto usata per la fabbricazione dei guanti ne richiede alte dosi concentrate. Dopo questa operazione, la pelle può finalmente essere conciata.
In questo trattamento, la sostanza che funge da conciante, svolgendo la funzione di rendere la pelle imputrescibile e bloccarne il restringimento, è il tannino, un composto organico vegetale che può essere ricavato dalla corteccia e dalle galle di quercia, dalla corteccia di castagno, leccio, acacia del Sudafrica e varie specie di Tsuga, dal legno di quebracho del Sudamerica, dalle foglie di sommaco e dai frutti di mirabolano dell'India. Nella concia al tannino le pelli, appese a telai oscillanti, vengono immerse in una serie di fosse contenenti soluzioni sempre più concentrate di tannino. Il processo completo richiede 4-5 mesi di tempo, se si usa la sostanza naturale macinata, ma si può ridurre a pochi giorni, usando estratti ad alta concentrazione.
La concia minerale è nota come concia al cromo poiché il conciante usato più frequentemente è un sale di questo elemento. Le pelli conciate al cromo sono più elastiche di quelle conciate al tannino e si usano per fabbricare borse, tomaie, guanti e indumenti. Le pelli vengono prima immerse in una soluzione salina acida e poi in una grande botte girevole che scuote le pelli, contenente una soluzione basica di solfato di cromo. La soluzione penetra così rapidamente che la concia può esaurirsi in meno di un giorno. Nella produzione di cuoio chiaro, in sostituzione dei sali di cromo, si usano sali di alluminio o di zirconio. L'allume (solfato di potassio-alluminio), la formaldeide e i tannini sintetici conferiscono invece alla pelle una particolare morbidezza.
Dopo la concia, cuoi e pelli sono sottoposti a operazioni diverse a seconda della loro destinazione. Il cuoio al tannino per suole viene prima candeggiato, quindi messo in infusione con sostanze quali sale di Epsom, olio e glucosio, e infine ingrassato con emulsioni calde di sapone, grasso e talvolta cera. Infine viene compattato e levigato mediante cilindratura, ossia il passaggio fra un cilindro di pressione e un piano di appoggio. Il vitello al cromo per tomaie viene 'spaccato' in sezione, ottenendo uno spessore sottile e uniforme, e quindi viene posto in un tamburo rotante per la tintura. Concluse queste operazioni, la pelle viene tesa e fissata su un telaio di vetro o di ceramica, o su una lamiera forata, e asciugata mediante il passaggio attraverso un tunnel a temperatura e umidità controllate.
Nell'ultima fase, detta rifinizione, la superficie esterna (fiore) dei cuoi forti viene spalmata con un lucidante e spazzolata con una spazzola rotante. Il fiore dei cuoi molli, o pelli, viene smerigliato per correggere le imperfezioni superficiali. La smerigliatura della superficie interna (lato carne) produce la cosiddetta pelle scamosciata. La 'pelle lucida', invece, si ottiene dalle pelli sottili trattate con una miscela di cere, gommalacca o resine sintetiche emulsionate e pigmenti. Per ottenere la lucentezza tipica del 'vero cuoio' sono necessari diversi strati di vernice spessa e oleosa.
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