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Introduzione; Teatro greco; Teatro romano; Il Medioevo; Il Rinascimento; Teatro del Seicento; Il Settecento; L’Ottocento; Il XX secolo
La cultura umanistica portò alla riscoperta del teatro classico, romano e greco, al quale si ispirò per codificare un insieme di regole che dovevano essere rispettate nella stesura e nella rappresentazione di ogni testo drammatico. Principi basilari del teatro rinascimentale erano la verosimiglianza della realtà e delle azioni rappresentate, e il rispetto delle cosiddette unità aristoteliche di tempo, di luogo e di azione: il dramma doveva cioè essere incentrato su un solo intrigo, svolgersi in un arco di tempo di ventiquattr’ore e in un solo luogo. Fatta astrazione da ogni pratica religiosa, folclorica o drammatica preesistente, il teatro rinascimentale era fondato su una ricerca puramente estetica e retorica. Progressivamente il volgare sostituì il latino; gli spettacoli venivano allestiti a corte assieme a lavori di musica e danza. Tra le opere che conobbero maggiore fortuna nel Cinquecento si ricordano La mandragola (1518) di Niccolò Machiavelli, e i drammi di Poliziano, Ruzante, Torquato Tasso. Dalla pratica di inserire tra gli atti intermezzi di argomento allegorico e mitologico ebbe origine, verso la fine del XVI secolo, il melodramma.
Accanto al melodramma, destinato al pubblico delle classi alte, fiorì in Italia la più popolare Commedia dell’Arte. Nata nel XVI secolo, la Commedia dell’Arte si affermò anche all’estero nel Seicento. Gli spettacoli erano fondati sull’improvvisazione degli attori, a partire da un canovaccio in cui erano solo abbozzate le situazioni sceniche, mentre i personaggi erano caratteri fissi, immediatamente riconoscibili anche grazie al costume e alla maschera che li identificavano.
Il Seicento fu un secolo d’oro per il teatro. In Francia nacque e si consolidò il teatro classico. Fondato sul rispetto delle regole aristoteliche, si sviluppò dopo il 1630 con le grandi tragedie di Pierre Corneille e Jean Racine, e le commedie di Molière, ancora oggi rappresentate alla Comédie-Française. Vedi anche Letteratura francese. In Inghilterra, tra i due secoli, fiorì il teatro elisabettiano: tra i suoi massimi rappresentanti, ricordiamo Thomas Kyd, Christopher Marlowe, John Ford e William Shakespeare (vedi Letteratura inglese), che scrivevano ora per un pubblico di borghesi e artigiani. I temi del repertorio elisabettiano tragico, vari e complessi, erano ispirati alla tradizione greca e latina, ma anche alla storia inglese. Contravvenendo alle regole rinascimentali circa la purezza dei generi drammatici, nella struttura delle tragedie furono inseriti momenti e toni tipici della commedia, mentre quest’ultima con gli anni si colorò di tinte fosche, tragiche, come nel teatro di Ben Jonson. La recitazione, in un primo tempo solenne e sorretta da una gestualità enfatica, si fece con il tempo più sobria; la scena fu affidata maggiormente al talento dei singoli attori, tra i quali emerse Richard Burbage. Nel 1642 il Parlamento di Oliver Cromwell chiuse i teatri, che vennero riaperti solo nel 1660, all’epoca della Restaurazione, quando si imposero la tragedia eroica e la commedia di costumi. Vedi anche Teatro della Restaurazione. In Spagna il teatro profano, estraneo alle norme aristoteliche e di impostazione moraleggiante, conobbe un’intensa fioritura nella prima metà del Seicento con autori quali Lope de Vega, Calderón de la Barca, Tirso de Molina. Le opere drammatiche venivano rappresentate nei corales (cortili). Vedi anche Letteratura spagnola.
Il teatro del XVIII secolo fu caratterizzato dalla sempre maggiore importanza attribuita all’interpretazione attoriale. Personaggi dalla psicologia complessa e contraddittoria, quali quelli ideati dai drammaturghi Gotthold Ephraim Lessing, Pierre Marivaux, Denis Diderot e Pierre-Augustin de Beaumarchais, richiedevano agli interpreti la capacità di rivivere intimamente passioni ed emozioni, per esprimerle in modo convincente sulla scena. Gli autori rinnovarono il tema dell’amore in una ricca gamma di sfumature e situazioni, dando vita a un teatro che sfocerà nel dramma borghese ottocentesco. In Italia, Carlo Goldoni sostituì ai canovacci e all’ambientazione indeterminata degli spettacoli della Commedia dell’Arte un testo scritto e una scena definita; Vittorio Alfieri sviluppò il genere tragico approfondendo lo scontro morale tra la figura dell’eroe e quella del tiranno. Vedi anche Teatro italiano.
Il teatro europeo all’inizio dell’Ottocento fu dominato dal dramma romantico. Gli ideali romantici vennero esaltati in modo particolare in Germania, dove, prima di Gotthold Ephraim Lessing, non era mai esistita una drammaturgia compiuta.
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