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Delhi

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Delhi, IndiaDelhi, India
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1

Introduzione

Delhi Città dell’India settentrionale, capoluogo dell’omonimo Territorio dell’Unione. Situata sul fiume Yamuna (Jumna), un affluente del Gange, comprende anche il sobborgo di New Delhi, capitale del paese.

Un’alta muraglia, eretta nel 1638, circonda la città, a cui si accede attraverso sette porte (tra cui quella di Delhi a sud, di Ajmer a est e di Kashmir a nord). Lungo la Chandni Chowk, la “via dell’argento”, considerata un tempo la più ricca e sontuosa del mondo, si è sviluppata la principale zona commerciale della città, che è centro amministrativo, economico e industriale di grande rilievo, oltre che un importante nodo di traffico ferroviario, stradale e aereo. Il settore industriale produce materiale elettrotecnico, tessuti, gioielli, prodotti chimici e strumenti di precisione, ma sono ancora fiorenti le tradizionali attività artigianali (lavori di oreficeria e ricami). La città è sede universitaria dal 1922.

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Urbanistica e luoghi di interesse

Tra i monumenti, l’imponente Grande Moschea (Masjid-i-Jami), costruita nel XVII secolo, domina la città con i suoi minareti slanciati e le cupole. Nelle vicinanze sorge il complesso di edifici del Forte Rosso (XVII secolo), circondato da alte mura di arenaria rossa, un tempo residenza degli imperatori Moghul; all’interno del palazzo si trova la sala per le udienze con pareti decorate da marmo e pietre dure, considerate un capolavoro dell’architettura Moghul (vedi Arte indiana; Arte Moghul).

Altri luoghi d’interesse sono l’alto minareto riccamente decorato di Qutb al-Minar (XII secolo), la tomba reale di Humayun (XVI secolo) e il Raj Ghat, dove fu cremato Mohandas Gandhi.

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Storia

Fondata nel 1193 dai musulmani su un sito indù occupato fin dal I secolo a.C., sotto Qutb ad-din Aibek divenne la capitale di un impero musulmano indiano (il Sultanato di Delhi). Distrutta alla fine del XIV secolo dal mongolo Tamerlano, Delhi decadde, ma nel 1526 il re turco Babur, fondatore della dinastia Moghul in India, le restituì il ruolo di capitale; suo figlio Humayun ingrandì e abbellì la città, che fu conquistata e distrutta nel 1540 dall’invasore afghano Sher Shah. Akbar, figlio di Humayun, la riconquistò, ma trasferì la capitale dell’impero ad Agra, lasciando che Delhi decadesse.

Verso la metà del XVII secolo Delhi fu nuovamente ricostruita dall’imperatore Moghul Shah Jahan, nipote di Akbar, il quale le conferì la sua attuale fisionomia e la elesse capitale dell’impero. Nel 1739 fu conquistata e saccheggiata dei suoi tesori (tra cui il famoso Trono del Pavone) dal re persiano Nadir Shah. Nel 1771 passò sotto il controllo dei Maratha, che rimasero al potere fino all’arrivo degli inglesi, nel 1803. Delhi fu la capitale dell’impero britannico delle Indie dal 1912 al 1931. Gli inglesi intrapresero la costruzione di New Delhi a sud dell’antica città e ne fecero la nuova capitale. Dopo l’indipendenza dell’India dalla Gran Bretagna (1947), la città conobbe un rapido sviluppo urbanistico e demografico.

Abitanti: 12.791.458 (2001).

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