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Penisola del Sinai Penisola del Medio Oriente, costituisce il punto di collegamento tra il continente africano e quello asiatico; politicamente appartiene all'Egitto. La penisola del Sinai è delimitata a est dal deserto israeliano del Negev e dal golfo di Aqaba, a nord dal mare Mediterraneo, a ovest dal golfo di Suez e dal canale di Suez. È di forma triangolare, con l'apice a sud, dove il golfo di Aqaba e il golfo di Suez si incontrano a Ras Muhammad; ha una superficie di 60.900 km². Il territorio è essenzialmente desertico, con una popolazione di circa 55.300 abitanti distribuiti in diverse tribù beduine, che vivono soprattutto lungo la costa. Il nome Sinai sembra derivare dal dio del sole Sin, anticamente adorato dalle tribù della regione, o dalla parola ebraica seneh, nome di un arbusto tipico della zona.
La penisola si divide in distinte zone geografiche. A nord, lungo la costa mediterranea, strisce di sabbia e dune raggiungono l'entroterra, dove lasciano spazio a un territorio arido e pianeggiante. Questa zona ghiaiosa e calcarea prosegue per circa 240 km, elevandosi verso sud fino all'altopiano di El Tih. Da qui fino all'estremità meridionale, il Sinai è attraversato da un frastagliato sistema di montagne (che culminano nel monte Caterina, 2.637 m) e uadi (i letti dei fiumi che si riempiono soltanto durante la stagione delle piogge). A causa del terreno accidentato e della scarsità d'acqua, le attività economiche sono limitate all'estrazione di minerali e petrolio, alla pesca e al turismo. Quest'ultimo ha il suo centro nella zona del Mar Rosso, noto per gli spettacolari fondali e la ricchezza di fauna marina.
Il Sinai ha una lunga storia; per la sua posizione strategica tra Africa e Asia è stato a lungo conteso tra imperi avversari e ha per questo subito numerose invasioni. La tradizione vuole che sia questa la terra dove Mosè e gli israeliti errarono dopo il biblico esodo dall'Egitto. Oggi il monte Sinai (2.284 m), dove Dio consegnò a Mosè le Tavole della legge, e il monastero di Santa Caterina sono meta di pellegrinaggi. La storia recente della penisola è stata segnata dalle lotte tra le potenze confinanti per il controllo della regione e, soprattutto, del canale di Suez, portato a termine nel 1869. Dalla seconda guerra mondiale il Sinai è stato oggetto di conflitti tra egiziani e israeliani, che degenerarono in guerra nel 1956. Il conflitto si riaccese nel 1967, quando Israele sottrasse l'intero territorio all'Egitto durante la guerra dei Sei giorni, con la conseguente chiusura temporanea del canale di Suez. Nel 1973 il Sinai fu nuovamente territorio di scontri durante la guerra del Kippur, ma Israele mantenne il controllo del territorio fino al 1982, anno in cui vennero resi effettivi gli accordi di Camp David (1979), che sancivano la restituzione del Sinai all'Egitto.
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