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Struttura articolo
Introduzione; Caratteristiche fisiche; Storia evolutiva; Distribuzione degli uccelli; Caratteri adattativi e diversità; Riproduzione e ciclo vitale; Migrazione; Gli uccelli e l’uomo; Classificazione scientifica
Nella maggior parte dei casi gli uccelli sono poligami: sono poche le specie che formano coppie durature. In ogni modo, anche tra coppie consolidate la relazione fra i partner viene rinnovata all’inizio di ogni stagione riproduttiva, mediante caratteristiche e spettacolari parate nuziali. In alcuni uccelli, queste consistono nell’esecuzione di una serie di movimenti stereotipati da parte di entrambi i partner; se uno dei due non risponde nel modo corretto, la sequenza si spezza. In altri uccelli, maschio e femmina si esibiscono in duetti canori. Nelle specie in cui non esiste un vero legame di coppia, i maschi competono per il diritto di accoppiarsi con il maggior numero possibile di femmine. Le uova vengono deposte in luoghi diversi, a seconda dell’habitat occupato e delle abitudini della specie: alcuni uccelli si accontentano di appoggiarle sul suolo, altri costruiscono nidi più o meno elaborati, con i materiali più facilmente reperibili nell’ambiente: erba, ramoscelli, corteccia, licheni, fibre vegetali, penne, peli di mammiferi, ragnatele, fango, alghe, conchiglie e ciottoli, talvolta tenuti insieme dalla saliva. Per rivestire internamente il nido, molti uccelli si strappano le penne dall’addome; in questo modo rimane scoperta una parte di cute che, durante la cova, trasmette più efficientemente il calore alle uova. Il numero di uova per nido varia da uno a più di una dozzina. La cova viene generalmente effettuata dalla sola femmina o, a turno, da entrambi i genitori; soltanto in alcune specie i ruoli dei sessi sono invertiti e la cova delle uova, insieme alle cure parentali, è affidata interamente al maschio. In queste specie la femmina è solitamente più grande e più vivacemente colorata del maschio.
A seconda del loro livello di autonomia al momento della schiusa, i giovani uccelli vengono definiti implumi (tra gli altri, i passeracei, i picchi, i martin pescatori, i rondoni e i pellicani) e precoci (i tacchini, i fagiani, le quaglie, le oche, le anatre e i cigni). I giovani implumi escono dall’uovo nudi e ciechi, oppure coperti di un rado piumino; non sono in grado di sostenersi da soli sulle zampe e dipendono completamente dai genitori. I piccoli precoci, invece, hanno gli occhi aperti e un fitto piumino, sono in grado di camminare e di correre subito dopo la schiusa e nell’arco di pochi giorni imparano a procurarsi parte del nutrimento in modo autonomo. Esistono anche numerose specie con caratteristiche intermedie (rapaci, procellariformi, gabbiani e sterne). Nella maggior parte dei casi, la famiglia si scioglie non appena i giovani sono in grado di nutrirsi da soli. Tuttavia, in alcuni grandi uccelli come i cigni e le gru, i gruppi familiari rimangono uniti durante la migrazione e per tutto l’inverno successivo. Studi recenti dimostrano che in diversi casi i giovani possono restare con i genitori per un periodo variabile da uno a tre anni, aiutandoli a sorvegliare i piccoli delle nidiate successive, prima di staccarsi definitivamente dalla famiglia d’origine e fondarne essi stessi una nuova. Per far fronte all’altissima mortalità dei giovani uccelli, il numero di uova deposte è sempre relativamente elevato. Nel caso delle specie migratrici, la maggior parte delle perdite è legata ai rischi del viaggio, mentre in quelle sedentarie la mortalità è dovuta in genere alla predazione delle uova e dei piccoli da parte di altri animali. Negli uccelli, come nei mammiferi, la speranza di vita è approssimativamente correlata alle dimensioni. La longevità allo stato selvatico, tuttavia, non è mai pari a quella raggiunta dagli uccelli tenuti in cattività, protetti dalle malattie e dai predatori. Nei giardini zoologici, fra gli uccelli più longevi si trovano i pappagalli, i grandi uccelli acquatici e i rapaci.
Numerose specie delle regioni artiche e temperate e alcune della fascia tropicale compiono regolari spostamenti stagionali da e verso il luogo di nidificazione. Tali migrazioni possono essere limitate e circoscritte, oppure possono comportare viaggi intercontinentali e traversate oceaniche. Le migrazioni sulla lunga distanza sollevano l’affascinante questione dell’orientamento degli uccelli. Alcuni migratori, infatti, volano apparentemente in assenza di riferimenti; ad esempio, di notte o al di sopra di vastissime distese d’acqua uniformi. Secondo gli studi, i sistemi di orientamento utilizzati potrebbero essere molteplici: alcuni uccelli sembrano orientarsi con le stelle, altri con la posizione del Sole; altri ancora percepiscono il campo magnetico terrestre e le vibrazioni sonore molto profonde, prodotte, ad esempio, dalle onde dell’oceano. Il meccanismo sensoriale mediante il quale gli uccelli traducono i segnali ambientali in informazioni utili alla navigazione resta, comunque, una questione aperta.
La carne degli uccelli è un’importante componente dell’alimentazione umana; le specie tradizionalmente sfruttate a scopo alimentare (prevalentemente i membri della famiglia dei fasianidi) vengono allevate pressoché in tutti i paesi del mondo. L’attività venatoria, invece, non più strettamente necessaria all’uomo per procacciarsi il cibo, rimane una pratica sportiva diffusa, regolamentata da specifiche leggi. Alcune specie di uccelli sono apprezzate dall’uomo in qualità di animali da compagnia; tra i più frequenti nelle gabbie e nelle voliere domestiche, i canarini e alcune varietà di pappagalli. Infine, è relativamente diffuso l’hobby del birdwatching, che consiste nell’osservazione amatoriale del comportamento degli uccelli selvatici nel loro ambiente naturale; in alcuni casi la pratica del birdwatching ha portato interessanti contributi alle conoscenze nel campo dell’ornitologia.
Gli uccelli costituiscono la classe Aves del subphylum vertebrati, phylum cordati. I numerosi ordini compresi in questa classe sono riportati nella tabella che accompagna l’articolo; lo schema di classificazione adottato è solo uno dei tanti esistenti.
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