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Clair, René

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Clair, René Pseudonimo di René Chomette (Parigi 1898-1981), regista e sceneggiatore francese, realizzatore di alcune delle commedie più divertenti e briose della storia del cinema. Clair lavorò saltuariamente come giornalista dopo aver combattuto nella prima guerra mondiale, ma passò ben presto al cinema, dapprima come attore e poi come regista, dirigendo Paris qui dort (1923) e, soprattutto, il cortometraggio Entr’acte (1924, su musica di Erik Satie), per il quale si ispirò ai principi del dadaismo parigino degli anni Venti e si valse della collaborazione di Francis Picabia.

I suoi film muti rivelano grandi doti di fantasia e ironia, e Un cappello di paglia di Firenze (1927, da una commedia di Eugène-Marin Labiche) divenne ben presto un classico. Dopo un altro film tratto da Labiche (Les deux timides, 1928), Clair realizzò la sua prima pellicola sonora, Sotto i tetti di Parigi (1930), primo di quattro capolavori sull’amore e sui poteri di corruzione del denaro: seguirono Il Milione (1931), A me la libertà (1932) e Per le vie di Parigi (1933).

Dopo L’ultimo miliardario (1934), Clair si trasferì dapprima in Inghilterra, dove firmò un contratto con Alexander Korda e realizzò Il fantasma galante (1935), e poi, durante la seconda guerra mondiale, negli Stati Uniti. Qui ottenne un notevole successo con film come Ho sposato una strega (1942) e Accadde domani (1944), con i quali il regista perseguì l’evocazione del fantastico attraverso i trucchi cinematografici e le associazioni d’immagini.

Tornato in patria dopo la guerra, scrisse e diresse Il silenzio è d’oro (1947), affettuoso omaggio al cinema muto, con Maurice Chevalier e i costumi di Christian Dior, e realizzò una rivisitazione della leggenda di Faust (La bellezza del diavolo, 1949). Memorabili furono anche Le belle della notte (1952), coproduzione franco-italiana, e Le grandi manovre (1956) con Gérard Philipe e Michèle Morgan.

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