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Guerra del Vietnam

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Caduta di Dien Bien PhuCaduta di Dien Bien Phu
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1

Introduzione

Guerra del Vietnam Conflitto combattuto in Vietnam tra il 1960 e il 1975, che oppose il regime sudvietnamita al Fronte nazionale di liberazione sostenuto dal Vietnam del Nord e che vide l’intervento diretto degli Stati Uniti. Iniziato dal tentativo messo in atto dalla guerriglia comunista (vedi Vietcong) di rovesciare il governo sudvietnamita, degenerò in una guerra civile tra il Vietnam del Sud e il Vietnam del Nord, e quindi in un conflitto internazionale quando i sudvietnamiti ottennero l’appoggio degli Stati Uniti e di altre nazioni loro alleate, mentre i nordvietnamiti venivano riforniti di armi dall’Unione Sovietica e dalla Repubblica Popolare Cinese.

La guerra si estese anche al Laos (dove i comunisti del Pathet Lao combatterono contro le forze governative dal 1965 all’avvenuta abolizione della monarchia nel 1975) e alla Cambogia (dove il governo fu rovesciato nel 1973 dai Khmer Rossi).

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La presenza francese in Indocina

La guerra fu il proseguimento del conflitto indocinese che oppose la Francia colonialista al Vietminh, la Lega comunista per l’indipendenza del Vietnam fondata e guidata da Ho Chi Minh e già protagonista della resistenza contro i giapponesi. Dopo la resa di questi ultimi agli Alleati al termine della seconda guerra mondiale, i guerriglieri Vietminh costrinsero l’imperatore Bao Dai ad abdicare e il 2 settembre 1945 proclamarono la Repubblica democratica indipendente del Vietnam, di cui Ho Chi Minh assunse la presidenza.

La Francia riconobbe ufficialmente il nuovo stato, ma l’impossibilità di raggiungere un accordo politico ed economico soddisfacente con il Vietminh portò al conflitto armato, scoppiato nel dicembre del 1946. Il 1° luglio 1949, con l’appoggio dei francesi, Bao Dai fondò il Regno del Vietnam (Vietnam del Sud), stabilendo la capitale a Saigon (odierna città di Ho Chi Minh).

L’anno seguente il presidente degli Stati Uniti Harry Truman, riconosciuto il nuovo stato, inviò in suo sostegno armi e consiglieri militari. Nella primavera del 1954 i Vietminh attaccarono Dien Bien Phu, nel Vietnam del Nord. Dopo 55 giorni di assedio i francesi si arresero (8 maggio 1954) e lo stesso giorno, nell’ambito della conferenza internazionale riunita a Ginevra per discutere la situazione dell’intera Indocina, le parti si accordarono per una tregua e la temporanea divisione del paese lungo il 17° parallelo, con il nord ai comunisti e il sud sotto il controllo del governo di Saigon.

Sia gli Stati Uniti sia il governo di Saigon dichiararono di non sentirsi vincolati dagli accordi di Ginevra; dopo il ritiro francese dall’Indocina, il presidente Dwight Eisenhower offrì così al Vietnam del Sud nuovi aiuti politici e militari, confermati anche quando Ngo Dinh Diem (primo presidente della Repubblica del Vietnam del Sud, costituita nell’ottobre del 1955) affermò di essere contrario allo svolgimento delle elezioni per la riunificazione, stabilite dalla conferenza di Ginevra entro il 1956.

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L’inizio della nuova guerra

A partire dal gennaio del 1957, le violazioni dell’armistizio da entrambe le parti divennero usuali, limitate tuttavia a brevi sconfinamenti. Dopo due anni, però, i militanti comunisti (vietcong), trasferitisi a nord all’indomani della divisione del paese, cominciarono a ritornare a sud in numero sempre maggiore, per alimentare una guerriglia antigovernativa con il sostegno del governo nordvietnamita, che nel 1960 proclamò apertamente la necessità di 'liberare il Sud dal giogo dell’imperialismo statunitense', sancendo di fatto lo stato di guerra.

Nel dicembre del 1961 il presidente John F. Kennedy si impegnò a sostenere l’indipendenza del Vietnam del Sud: alla fine del mese giunsero a Saigon i primi 400 militari statunitensi (sarebbero divenuti 11.200 un anno dopo). Nel biennio successivo, il governo di Diem si trovò in crescente difficoltà nel fronteggiare una situazione resa ulteriormente instabile dalle agitazioni di protesta guidate dai movimenti buddhisti.

Il 1° novembre 1963 il regime venne rovesciato da un colpo di stato militare e Diem fu giustiziato. Nei diciotto mesi che seguirono, alla guida del Vietnam del Sud si succedettero dieci governi; venne infine creato un consiglio militare che, sotto la direzione dei generali Nguyen Van Thieu e Nguyen Cao Ky, riuscì a ristabilire l’ordine nel 1965. Nel settembre del 1967 Van Thieu venne confermato alla presidenza dal voto popolare.

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Il coinvolgimento degli Stati Uniti

A differenza delle guerre convenzionali, in Vietnam non esistevano fronti definiti. Dai primi anni Sessanta, anche truppe regolari nordvietnamite cominciarono a infiltrarsi in territorio sudvietnamita a sostegno dei guerriglieri vietcong, mentre URSS e Cina inviavano rifornimenti ad Hanoi attraverso il cosiddetto “sentiero di Ho Chi Minh”, che toccava anche i vicini stati del Laos e della Cambogia.

L’escalation militare prese il via nella prima settimana di agosto del 1964, quando, a un attacco nordvietnamita ad alcune unità navali americane ancorate nel golfo del Tonchino, il presidente Lyndon Johnson rispose ordinando il bombardamento di obiettivi militari nel Vietnam del Nord. La pratica dei bombardamenti a tappeto divenne sistematica a partire dal febbraio del 1965; contemporaneamente continuava a incrementarsi il contingente americano nel Vietnam del Sud, che alla fine dell’anno contava oltre 200.000 uomini.

Nel dicembre del 1965 Johnson sospese i bombardamenti, nel tentativo di avviare trattative di pace; rimasto senza esito, ordinò quindi la ripresa delle incursioni, che giunsero a interessare la stessa Hanoi e il vicino porto di Haiphong. Ugualmente senza esito fu l’avvio delle trattative, nel giugno del 1967, con il premier sovietico Aleksej Kosygin perché si facesse promotore di una tregua tra le parti. Dopo l’annuncio di un ulteriore rafforzamento della presenza militare statunitense in Vietnam (che nel 1968 contava oltre 525.000 soldati), nel novembre del 1967 il Pentagono comunicò per la prima volta il numero dei caduti dall’inizio del conflitto: 15.000 morti. Il dato scosse fortemente l’opinione pubblica americana e generò una crescente richiesta di porre fine al conflitto.

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