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Giada

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GiadaGiada
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1

Introduzione

Giada Gemma compatta e opaca di colore variabile dal verde scuro al bianco, che si ottiene con tagli particolari dai minerali giadeite e nefrite.

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Composizione e proprietà

La giadeite, il meno comune e più prezioso dei due minerali, è un silicato di sodio e alluminio, di composizione NaAl(SiO3)2. Appartiene al gruppo mineralogico dei pirosseni, e di solito contiene ferro, calcio e magnesio in proporzioni variabili. Cristallizza nel sistema monoclino ma si trova quasi sempre in aggregati microcristallini, raramente in cristalli distinti. Ha durezza variabile da 6,5 a 7 e densità compresa tra 3,3 e 3,5; è estremamente tenace e difficile da rompere. La lucentezza delle superfici di fresca rottura è cerea, ma dopo lucidatura diventa vitrea. La giadeite si estrae principalmente in Myanmar, e in alcune zone del Tibet e della Cina meridionale.

La nefrite, appartenente al gruppo degli anfiboli, è un silicato di calcio e magnesio, con un piccolo quantitativo di ferro che sostituisce parte del magnesio. È una varietà tenace e compatta di tremolite, con durezza variabile da 6 a 6,5 e densità compresa tra 2,96 e 3,1. Si trova in Alaska, Messico, Nuova Zelanda, Siberia e Turkestan.

3

Usi tradizionali e lavorazione artistica

La giada era utilizzata nell'antichità per la fabbricazione di armi, utensili e ornamenti; attualmente viene usata in gioielleria e nella fabbricazione di vasi, statuette e soprammobili. Gli oggetti più belli provengono generalmente dalla Cina e dal Centro America.

3.1

La giada cinese

I primi esempi di giada lavorata provengono dalla Cina e risalgono al Neolitico (4000-2000 a.C.), quando venivano attribuiti a questa gemma significati simbolici e magici. Gli oggetti prodotti durante il regno della dinastia Shang – a forma di disco, d'ascia o di cilindro – avevano probabilmente significato rituale e simbolico: in alcuni casi emblemi di potere, spesso venivano sepolti insieme ai defunti, perché si credeva che ne rallentassero la decomposizione. Gli esempi artisticamente più notevoli sono offerti da placche ornamentali e piccole sculture che rappresentano figure umane e animali, draghi e creature mitologiche.

L'abilità degli incisori Shang fu superata dagli artisti della dinastia Zhou, autori di splendide decorazioni realizzate a traforo, in parte ispirate al mondo naturale e magico (uccelli, draghi), in parte a motivi astratti. Grazie anche all’invenzione di nuovi strumenti da intaglio, tali oggetti divennero sempre più preziosi ed elaborati.

La popolarità della giada continuò durante il regno della dinastia Han, epoca in cui grande sviluppo ebbe la produzione di ornamenti funerari; gli scavi archeologici hanno portato alla luce abiti composti di migliaia di rettangoli di giada, cuciti l'uno all'altro con fili d'oro.

Nei secoli successivi, la tecnica e gli stili decorativi della giada non cessarono di godere di grande popolarità, come testimoniano gli oggetti con delicate incisioni (figurette di bambini, fiori e animali), tra cui si distinguono quelli delle dinastie Tang e Sung. Le coppe, gli accessori da scrittoio e i gioielli furono invece specialità degli incisori Yuan e Ming.

Nel periodo della dinastia Manciù la giada fu largamente apprezzata dagli imperatori e dai funzionari, che commissionavano soprattutto coppe e grandi lastre incise con motivi astratti e paesaggi. I soggetti erano spesso copiati dagli antichi calici in bronzo o dalle pitture.

Nell’età contemporanea la lavorazione della giada è ancora molto diffusa in Cina (vedi Arte cinese) dove, insieme alle tecniche tradizionali, sono sopravvissute alcune delle antiche credenze relative a questa gemma. Ad esempio, si usa tuttora appendere un amuleto di giada sulla culla dei neonati, poiché si crede di assicurare in tal modo un influsso benefico sulla loro crescita.

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