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Rinoceronte Nome comune degli ungulati perissodattili appartenenti alla famiglia dei rinocerontidi, caratterizzati da una mole massiccia e da uno o due corni mediani sul muso. Esistono cinque specie diverse di rinoceronti, diffusi nell’Africa subsahariana e in alcune regioni dell’Asia sudorientale. I rinoceronti, altrove protetti, in Asia sono oggetto di caccia e commercio a causa del loro corno, che viene usato intero per la produzione di oggetti intagliati o polverizzato per la produzione di medicamenti e afrodisiaci tradizionali. A causa di questi commerci, quattro delle cinque specie viventi sono prossime all'estinzione.
Il rinoceronte ha un corpo massiccio con zampe corte e robuste. Ogni piede ha tre dita funzionali coperte da grosse unghie simili a zoccoli; le zampe anteriori conservano anche un quarto dito non funzionale. La pelle è spessa, di colore grigio-bruno, cosparsa di peli radi; nelle specie asiatiche presenta pieghe marcate a livello del collo e delle articolazioni delle zampe, che fanno sembrare l'animale rivestito dalle piastre di un'armatura. Il rinoceronte, che ha abitudini prevalentemente notturne, ha una vista debole, ma può contare su un olfatto e un udito molto sviluppati. Il suo corno è una formazione di natura non ossea, ma dermica: è costituito infatti da una massa agglutinata di cheratina, la stessa proteina fibrosa che si ritrova nei peli e nei capelli di tutti i mammiferi. Il corno serve principalmente per dissotterrare i bulbi che, insieme all'erba e ad altro tipo di fogliame, costituiscono la principale componente della dieta di questi animali.
I rinoceronti sono animali solitari e notturni. Benché abbiano la reputazione di essere animali temibili (in particolare il rinoceronte nero), in generale sono bestie pacifiche e addirittura timide. Solo nei casi in cui si sentono minacciati, caricano diventando davvero molto pericolosi. Quando una femmina è in calore, i maschi combattono per aggiudicarsene il possesso; il vincitore si esibisce in un elaborato corteggiamento che comprende la marcatura del territorio con escrementi, l'inseguimento e il combattimento fra il maschio e la femmina, e che si conclude con l'accoppiamento. L'unico piccolo viene partorito dopo una gestazione di 15-18 mesi e può restare con la madre per due anni e mezzo. Quando nasce un altro piccolo, il fratello maggiore viene scacciato dalla madre, almeno temporaneamente.
Delle cinque specie che oggi compongono la famiglia dei rinocerontidi, tre sono asiatiche e due africane. I rinoceronti asiatici sono dotati di denti incisivi e canini che mancano nelle specie africane. Il rinoceronte indiano (Rhinoceros unicornis) ha un unico corno e raggiunge un'altezza al garrese compresa fra 1,7 e 1,8 metri; oggi è limitato al Nepal e alle pianure di Assam. Il rinoceronte di Giava (Rhinoceros sondaicus), simile ma più piccolo, vive oggi solo nella parte occidentale di Giava, mentre un tempo il suo areale era esteso alle foreste tropicali di Bengala, Myanmar, Borneo, Giava e Sumatra. Le due specie del genere Rhinoceros sono le uniche ad avere un solo corno; il rinoceronte di Sumatra (Didermocerus sumatrensis), che ha due corna, occupava un tempo lo stesso areale di quello di Giava; oggi la sua popolazione è estremamente esigua. Il rinoceronte nero africano (Diceros bicornis), una specie con due corna che vive nelle savane e sulle pendici dei monti a sud dell'Etiopia, è caratterizzato da un labbro superiore lungo, appuntito e prensile. In Africa orientale sono rimasti meno di 300 capi di rinoceronte bianco (Ceratotherium simum), mentre nelle riserve di caccia sudafricane ne restano circa 4.000; insieme all'elefante, è uno dei più grandi mammiferi terrestri viventi, in quanto raggiunge un'altezza al garrese compresa fra 1,5 e 1,8 metri e una lunghezza di 3-4 metri. Classificazione scientifica: I rinoceronti appartengono alla famiglia dei rinocerontidi, ordine dei perissodattili, classe mammiferi, phylum cordati.
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