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Paolo di Tarso

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Caravaggio: Conversione di san PaoloCaravaggio: Conversione di san Paolo
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Introduzione

Paolo di Tarso (Tarso inizio I secolo - Roma 64-67 ca. d.C.), santo e martire, figura centrale del cristianesimo delle origini, organizzatore, nel corso della sua intensa e infaticabile attività missionaria, di numerose comunità cristiane e per questo chiamato 'apostolo delle genti'. Le sue lettere, inviate tra gli anni 36-60 e indirizzate alle varie comunità sparse nel territorio dell'impero romano, rappresentano le prime elaborazioni teologiche della fede cristiana e furono riconosciute fondamentali e inserite nel Nuovo Testamento.

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La vita

Nato a Tarso, in Cilicia, da genitori ebrei di rigida osservanza all'inizio dell'epoca cristiana, Paolo prese il nome dall'antico re ebreo Saul, grecizzato in Saulo, e venne allevato secondo l'interpretazione farisaica della Legge. Come giovane ebreo della diaspora, Saul assunse il nome Paolo (Paulos), forma greca del cognomen latino Paulus, foneticamente simile al suo nome ebraico. Avendo vissuto in una città fortemente ellenizzata quale era Tarso, è probabile che Paolo abbia anche ricevuto una certa educazione greca. Rimane comunque indubitabile che la sua cultura fosse soprattutto ebraica, frutto di un insegnamento impartitogli probabilmente a Gerusalemme dal famoso maestro Gamaliele, e mirata a fare di lui un rabbino. Giudeo zelante e con incarichi di repressione dell'eresia cristiana, Paolo perseguitò accanitamente la nascente Chiesa cristiana, che vedeva come una setta ebraica infedele alla Legge (Galati 1:13); dagli Atti degli Apostoli risulta che presenziò alla lapidazione di santo Stefano, primo martire cristiano, approvandola.

Paolo divenne cristiano dopo aver avuto una visione di Cristo durante un viaggio da Gerusalemme a Damasco (Atti 9:1-19, 22:5-16, 26:12-18). Egli non definì mai l'episodio una 'conversione' da una fede religiosa a un'altra: la rivelazione di Cristo segnò piuttosto la fine di ogni esperienza precedente e si configurò come un unico e inscindibile evento, una chiamata di Dio a riconoscere in Cristo il Messia e il compimento delle Scritture. Riconoscendo la legittimità della missione di Pietro presso gli ebrei, egli tuttavia si convinse che la salvezza rappresentasse una chiamata di Dio per il mondo intero, paradossalmente coinvolto in un destino salvifico proprio a causa del rifiuto degli ebrei di aderire all'evangelo cristiano.

Secondo il noto resoconto riportato negli Atti, Paolo compì tre viaggi apostolici (vedi cartina), animati da intense preoccupazioni pastorali (ad esempio la raccolta di offerte in denaro tra le comunità cristiane da lui fondate per la carestia a Gerusalemme, Atti 11:27-30) e finalizzati all'unione delle Chiese della sua missione presso i pagani con quelle di sensibilità giudeo-cristiana. Un primo viaggio lo condusse in Asia Minore, prendendo le mosse da Antiochia dove il viaggio si concluse; successivamente visitò Galazia e Grecia, toccando fra le altre Atene, Corinto, Tessalonica e Filippi, dove le comunità da lui fondate furono anche destinatarie di parte delle sue lettere; un terzo viaggio lo riportò in Asia (Efeso) e in Macedonia. Più volte risulta che nel corso dei suoi viaggi e del suo apostolato fu perseguitato e sottoposto a martirio. Dagli Atti apprendiamo che venne imprigionato a Gerusalemme in seguito ad alcuni scontri provocati dai suoi oppositori ebrei, e che venne poi trasferito a Roma; negli Atti Paolo accenna anche all'eventualità della propria morte (Atti 20:24 e 20:38): secondo alcune fonti fu giustiziato a Roma nel 64 d.C. sotto Nerone; secondo altre in quel periodo egli compì un viaggio forse in Spagna e quindi in Oriente, per fare ritorno a Roma dove avrebbe trovato la morte attorno al 67.

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Fonti

Il Nuovo Testamento contiene quattordici lettere riconducibili a Paolo, sette delle quali risalgono direttamente all'apostolo: la prima lettera ai Tessalonicesi, Galati, 1-2 Corinzi, Romani, Filippesi e Filemone. Proprio le lettere, unitamente agli Atti degli Apostoli, costituiscono la principale fonte di informazioni sulla sua vita, ed è a queste che la maggior parte degli studiosi si rivolge.

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Teologia

È quasi impossibile riassumere il pensiero di Paolo, se si considera il fatto che ogni lettera è stata scritta a una Chiesa in particolare e che Paolo avvertiva la necessità di adattare i propri insegnamenti ai problemi specifici di quella comunità per emendarne gli eventuali errori. Persino la Lettera ai Romani, l'epistola più completa, non fornisce un'esposizione esaustiva della sua teologia, anche se alcune tematiche e idee vengono ribadite con una frequenza tale da poter essere considerate l'essenza del suo pensiero. Tra queste va certamente notata l'insistenza sul valore salvifico e redentivo dell'evento di Cristo: la sua morte e resurrezione rappresentano la novità della storia umana, implicita nelle promesse fatte a Israele. Ora, la morte e il peccato, nel loro reciproco rimandarsi, sono vinti e la fede consente di aderire e partecipare al destino di resurrezione di Cristo.

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