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Risultati di Windows Live® Search Ruskin, John (Londra 1819 - Coniston, Lancashire 1900), scrittore e critico d'arte britannico, esercitò una profonda influenza sul gusto e sul pensiero degli intellettuali dell'età vittoriana. Nato a Londra ed educato a Oxford, fin da giovane ebbe dal padre, un ricco mercante, incoraggiamento a perseguire l'amore per l'arte, la letteratura e i viaggi. La sua vita è raccontata nell'autobiografia Praeterita (1885-1889). Il tema prediletto da Ruskin, quello del rapporto tra arte e morale, fu esposto per la prima volta nel primo volume di Pittori moderni (pubblicato nel 1843), saggio in cui, tra l'altro, l'autore assunse le difese di J.M.W. Turner, artista allora molto controverso. Questo volume fu seguito da due monumentali opere sul significato religioso, morale, economico e politico dell'architettura domestica: Le sette lampade dell'architettura (1849) e Le pietre di Venezia (1851-1853). Nel 1851 Ruskin si avvicinò al movimento dei preraffaelliti, difendendone i principi ispiratori; fu amico di artisti quali Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones e John Everett Millais. Nelle sue numerose conferenze denunciò gli effetti negativi, sia dal punto di vista estetico sia dal punto di vista sociale, della rivoluzione industriale sostenendo che l'arte, essenzialmente spirituale, aveva ottenuto i risultati più alti con il gotico del tardo Medioevo, quando era dettata da motivazioni religiose e morali. Tra le sue ultime opere si ricordano due volumi di lezioni, uno sull'architettura e la pittura (1854) e uno sull'economia politica dell'arte (1858), e Fors Clavigera (1871-1884), una raccolta di lettere ai lavoratori inglesi che avrebbe influenzato tre generazioni di riformatori socialisti.
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