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Risultati di Windows Live® Search Aisha (614 ca. - 678), figlia di Abu Bakr, primo califfo e uno dei più fedeli seguaci di Maometto. Aisha fu la terza moglie del Profeta dell’Islam, nonché la sua prediletta dopo Khadija. Quest’ultima ebbe sicuramente una posizione fondamentale nella vita di Maometto, ma la sua morte permise ad Aisha di svolgere un ruolo altrettanto rilevante in qualità di consorte e, in seguito, di vedova. Sebbene tutte le mogli di Maometto godessero di notevole considerazione all’interno della comunità e fossero chiamate “madri dei credenti”, questo titolo era generalmente attribuito soltanto ad Aisha; è significativo inoltre che Maometto, in fin di vita, avesse espresso la volontà di trascorrere gli ultimi giorni nella stanza di Aisha e di essere lì sepolto. Durante il califfato del padre e del suo successore Omar, Aisha si tenne lontana dalle questioni politiche, ma ebbe un ruolo attivo nell’opposizione al terzo califfo Othman. Quando questi fu assassinato, Aisha chiese che il suo omicidio fosse vendicato: nel 656 si schierò perciò con Talhah e Zubayr, due compagni del Profeta, e si ribellò al quarto califfo Alì, cugino e genero di Maometto. Nella cosiddetta “battaglia del cammello”, avvenuta nei pressi di Bassora, i ribelli furono sconfitti da Alì; Aisha fu catturata e rimandata a Medina, dove visse fino alla morte. I musulmani sciiti contestano la figura di Aisha, in quanto antagonista di Alì e di sua moglie Fatima. Gli sciiti duodecimami, in particolare, la considerano nemica di Dio, e perciò personaggio da cui dissociarsi e da maledire ritualmente in pubblico. I musulmani sunniti la considerano invece esempio di pietà e fedele trasmettitrice degli hadith (detti e aneddoti attribuiti a Maometto), nonché un’autorità nell’interpretazione del Corano.
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