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Ipnosi

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Franz Anton MesmerFranz Anton Mesmer
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Introduzione

Ipnosi Stato alterato di coscienza, in cui una persona sotto l’influenza delle suggestioni dell’ipnotista sperimenta modificazioni della percezione, della memoria e del comportamento. Deve essere eseguita da uno specialista.

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Caratteristiche

Durante l’ipnosi il soggetto si trova in uno stato di sonno parziale, nel corso del quale l’attenzione viene spostata dal mondo esterno e concentrata sulle esperienze mentali, sensoriali e fisiologiche. Quando un ipnotista induce una trance, fra operatore e soggetto si sviluppa un rapporto molto ravvicinato. Le risposte dei soggetti in stato di trance, e i fenomeni o comportamenti che essi manifestano obiettivamente, sono il prodotto delle loro motivazioni; il comportamento, cioè, riflette ciò che viene ricercato nell’esperienza.

Benché la maggior parte delle persone sia facilmente ipnotizzabile, la profondità della trance può variare da uno stato di semiveglia a uno stato di sonnambulismo profondo. La trance profonda è caratterizzata dal mancato ricordo di ciò che è avvenuto durante l’ipnosi e dalla capacità di rispondere automaticamente a suggestioni postipnotiche, purché non provochino ansia eccessiva. La profondità della trance è una caratteristica relativamente fissa, dipendente dalle condizioni emotive del soggetto e dall’abilità dell’ipnotista. Solo il 20% dei soggetti è in grado di entrare in stato di sonnambulismo con i comuni metodi di induzione. Dal punto di vista medico non si tratta, tuttavia, di una percentuale significativa, poiché gli effetti terapeutici si verificano anche in trance leggera.

L’ipnosi può indurre un contatto più profondo con la propria vita emotiva, provocando in alcuni soggetti l’annullamento della rimozione e l’espressione di fobie e conflitti nascosti. Tale effetto può prestarsi all’impiego medico ed educativo, ma anche a errate interpretazioni. Infatti, il ripristino tramite ipnosi di ricordi antichi e dimenticati può confondersi con fantasie. Recenti ricerche sui ricordi indotti dall’ipnosi ne hanno confermato la scarsa affidabilità.

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Cenni storici

La storia dell’ipnosi comincia con Franz Anton Mesmer, un medico viennese dal cui nome deriva la tecnica del “mesmerismo”, in seguito conosciuta come ipnotismo. Egli riusciva a provocare nei suoi pazienti uno stato analogo alla trance. Le moderne cognizioni sui disturbi mentali portano a ritenere che i pazienti di Mesmer soffrissero di forme di isteria di conversione, e che quindi i loro sintomi fisici fossero di origine prevalentemente psicologica. Per questo motivo la suggestione aveva così grande efficacia su di essi. La fiducia dei pazienti nei confronti di Mesmer costituiva un fattore fondamentale del suo successo.

Alcuni anni dopo Jean-Martin Charcot, famoso medico della Salpêtrière, l’ospedale psichiatrico di Parigi, comprese l’utilità dell’ipnosi per curare i sintomi dell’isteria. Grazie alla sua attività, l’ipnotismo fu riconosciuto come una tecnica medica e divenne oggetto di seria ricerca scientifica.

Nel 1895 Sigmund Freud si era recato a Parigi, dove per diversi mesi studiò nella clinica di Charcot, dal quale apprese il metodo dell’ipnosi per il trattamento e la cura dei sintomi isterici. In seguito Freud tentò di eliminare i sintomi dei suoi pazienti per mezzo della suggestione ipnotica, ottenendo però risultati incostanti.

Dal medico austriaco Josef Breuer Freud apprese che i sintomi isterici potevano essere eliminati parlandone sotto ipnosi. Egli applicò questo trattamento, detto “metodo catartico”, ai propri pazienti isterici, con buoni risultati. Sulla base di questa esperienza Freud giunse alla conclusione che i sintomi isterici erano causati dal ricordo inconscio di eventi che erano stati seguiti da forti emozioni, le quali, per vari motivi, non si erano potute sufficientemente esprimere. Il sintomo isterico spariva se l’emozione poteva adeguatamente esprimersi sotto ipnosi.

In seguito, tuttavia, Freud ritenne che l’ipnosi non si poteva provocare sempre con la stessa prontezza e che i buoni risultati tendevano a essere transitori. Finì, quindi, per abbandonare il metodo dell’ipnosi e per elaborare una nuova tecnica, quella della psicoanalisi, che si basava essenzialmente sul fatto che il paziente potesse ricordare ciò che aveva dimenticato senza ipnosi, ma impegnandosi a riferire all’analista qualsiasi pensiero senza esercitare su di esso alcun controllo cosciente, attraverso le cosiddette “libere associazioni”.

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Utilizzo in medicina

L’ipnosi è stata impiegata come coadiuvante terapeutico nel trattamento di vari problemi fisiologici e comportamentali; riduce, ad esempio, i dolori provocati da mal di schiena, ustioni e cancro. Secondo alcune ipotesi gli effetti terapeutici dell’ipnosi sarebbero superiori a quelli esercitati dalla somministrazione di un placebo; ciononostante sono ancora pochi i medici che utilizzano l’ipnosi nella pratica.

Alcuni problemi comportamentali, come il fumo, le reazioni eccessive e l’insonnia sono trattabili tramite ipnosi. La maggior parte degli psichiatri ritiene tuttavia che questa tecnica non sia indicata per la cura dei disturbi mentali.

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