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Funzionalismo (architettura)

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Aalto: Finlandia Hall, HelsinkiAalto: Finlandia Hall, Helsinki

Funzionalismo (architettura) Corrente progettuale sviluppatasi a cavallo tra XIX e XX secolo, che propugnava un'architettura in cui la decorazione e l’aspetto estetico fossero secondari rispetto alla rispondenza a criteri di funzionalità e praticità. In quanto impostazione teorica di carattere generale, non si trattava di un’assoluta novità, dal momento che fin dall’antichità la destinazione, e quindi la funzione, delle opere architettoniche hanno sempre rappresentato un valore primario da perseguire. Tuttavia, fu con lo sviluppo tecnologico dell’era industriale che si impose la necessità e la facoltà di scegliere il valore da attribuire alla funzione in rapporto alla qualità estetica, dato che i moderni metodi costruttivi consentivano un’inedita libertà di combinazioni e soluzioni strutturali.

L’atteggiamento funzionalista si tradusse in un manifesto ribaltamento di una delle regole più consolidate del fare architettonico: la struttura, l’ossatura degli edifici non venne più nascosta, o subordinata alla forma, ai criteri del bell'apparire, bensì fu rivelata, resa evidente, affinché esprimesse chiaramente la propria funzione. E tutto ciò non nell’intento di proporre scandalosamente il brutto, ma a partire dalla convinzione che esista una bellezza intrinseca nella praticità, nell’accordo dell’opera con i bisogni primari (abitativi, di svago, di lavoro ecc.) dell’uomo e della collettività.

Tra i maggiori fautori del funzionalismo furono molti esponenti del Movimento Moderno, in primo luogo Frank Lloyd Wright, al quale si deve la celebre enunciazione programmatica 'la forma viene dopo la funzione' (1901), e Le Corbusier, che definì la casa una 'macchina per abitare' (1927). Si distinsero inoltre Peter Behrens, nel cui studio lavorarono, oltre allo stesso Le Corbusier, anche Walter Gropius, fondatore del Bauhaus, e Ludwig Mies van der Rohe; Louis Henri Sullivan, figura di spicco della scuola di Chicago; Adolf Loos, la cui opera influenzò sensibilmente la generazione di architetti austriaci e tedeschi tra le due guerre; il finlandese Alvar Aalto e lo svedese Gunnar Asplund, che, a partire dalle fondamentali teorizzazioni di Frank Lloyd Wright, svilupparono la corrente dell’architettura organica. Negli anni Trenta del Novecento il concetto di funzionalismo, esteso ormai anche al design e all'architettura d’interni, conobbe una radicale messa in discussione da parte di diversi interpreti dello Stile Internazionale, che si allontanarono dalle originarie posizioni della corrente, consonanti con il Movimento Moderno, per elaborare una maniera architettonica centrata sull’aspetto meramente combinatorio dei volumi e delle geometrie strutturali.

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