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Dubuffet, Jean

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Dubuffet, Jean (Le Havre 1901 - Parigi 1985), pittore e scultore francese. Brillante studioso e intellettuale dai molteplici interessi (si occupò di etnologia, musica, letteratura), maturò un linguaggio pittorico molto personale, caratterizzato da figure semplici e primitive che affollano la tela. Quando, nel 1944, i suoi quadri furono esposti a Parigi, i critici definirono Art Brut ('arte grezza') il suo stile, rozzo e quasi 'selvaggio', vicino alla caricatura e al graffito. Ispirati a disegni e pitture realizzati da bambini e malati di mente, questi dipinti gli valsero fama mondiale. Proseguendo con passione nelle sue ricerche, nel 1948 Dubuffet creò la Compagnie de l'art brut, dedita allo studio e alla diffusione dell’arte involontaria, priva di riferimenti culturali e senza tradizione.

Gli impasti di colore spessi e grumosi divennero nei cicli Matériologies e Texturologies altorilievi di materiali misti, ponte verso la scultura. Molte opere scultorie di Dubuffet sono assemblaggi che combinano oggetti trovati a elementi organici, come Le piccole statue della vita precaria, del 1954, composto tra l'altro da pezzi di spugna, giornali, scorie di carbone. Negli anni Sessanta Dubuffet presentò a Parigi, in occasione di diverse mostre, il ciclo dell'Hourloupe, una serie di puzzle d'immagini colorate, preambolo alle successive monumentali sculture in resina e poliestere dipinto. In tutte le sue opere la forte tensione espressiva si accompagna a elementi di grottesco umorismo.

Tra gli ultimi lavori vanno citati i Théâtres de mémoire (1975-1978), gli Psycho-sites (1981-1982), i Mires (1984) e i Non-lieux (1985), che mettono in discussione in vari modi le consuetudini invalse relative alle coordinate spaziali.

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