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Tennis: medagliere olimpicoTennis: medagliere olimpico
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Introduzione

Tennis Sport che si pratica su un campo rettangolare il cui terreno può essere di terra rossa, asfalto, cemento, legno, erba o materiali sintetici. Il campo è diviso al centro da una rete alta 1,06 m ai lati e 0,91 m al centro, che viene sospesa da due pali. Il campo è lungo 23,77 m e largo 10,97 m, la linea del servizio è posta a 6,40 m dalla rete.

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Regole e materiali

Il tennis si gioca in due (singolo) o in quattro (doppio) sia all’aperto sia al chiuso. Consiste nel colpire con una racchetta una pallina, lanciandola da una metà all’altra del campo, facendola passare sopra la rete e ribattendola o dopo un rimbalzo o a volo. Attrezzo fondamentale del tennis è la racchetta, documentata per la prima volta nel 1373; successivamente, a partire dal XVI secolo, molte illustrazioni documentano il lento evolversi dell’attrezzo, dapprima rudimentale, quindi sempre più rifinito. Nella sua versione tradizionale la racchetta è un attrezzo di legno, con un manico lungo 34,3 cm e una “testa” ovale attraverso la quale sono tese a rete corde di budello. In seguito sono state messe sul mercato racchette di metallo e di fibre sintetiche, di grafite e di fibra di vetro; sono inoltre state prodotte racchette con la “testa” molto più grande e il manico di conseguenza più corto. Complessivamente una racchetta è lunga 68,6 cm.

La palla da tennis è di gomma, vuota all’interno e ricoperta di panno. Deve avere un diametro compreso fra 6,35 e 6,67 cm e deve pesare fra 56,7 e 58,5 g. La pressione interna deve essere tale che la palla subisca una deformazione compresa fra 0,56 e 0,74 cm se sottoposta a un peso di 8,165 kg.

Nella forma attuale il gioco è nato in Gran Bretagna nel XIX secolo, ma le sue origini, in forme diverse, si fanno risalire addirittura al 1555, quando un italiano, Antonio Scaino da Salò, pubblicò il primo manuale tecnico di cui si abbia conoscenza: Trattato del gioco della palla.

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Punteggio

I tornei di tennis prevedono incontri di singolare (maschile o femminile), disputati da due giocatori; e di doppio (maschile, femminile o misto), disputati da quattro concorrenti. Un incontro si divide in games (o giochi) e in sets (o partite). Un giocatore conquista un game quando totalizza quattro punti ma con un vantaggio di due punti sull’avversario. I punti vengono contati con la seguente sequenza: 15, 30, 40 e gioco. Se si arriva a 40 pari, chi vince il punto successivo conquista un “vantaggio” che si trasforma in game con un altro punto; altrimenti si torna alla pari (vantaggio pari) e così via. Il set si conclude quando un giocatore ha realizzato sei giochi con almeno due di vantaggio sull’avversario (ad esempio, 6-4). In caso di parità di giochi (ad esempio, 5-5) si continua sino a quando uno dei due giocatori raggiunge i due game di vantaggio. In alcuni casi, sulla parità di 6 a 6, viene utilizzato un particolare accorgimento introdotto nel 1970, il tie-break, che permette di concludere la partita nel game successivo. Si gioca al meglio dei 3 set (vince chi ne conquista almeno due), o, in alcuni casi, come nei tornei del Grande Slam e in Coppa Davis, al meglio dei 5 set.

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Tecnica di gioco

I colpi fondamentali del tennis sono il servizio, il diritto, il rovescio, la volée, lo smash (o schiacciata). Il servizio, o battuta, è il colpo con cui si dà inizio allo scambio di gioco: si esegue lanciando in aria la pallina con una mano e colpendola con la racchetta mentre è in fase discendente. Generalmente è un colpo che avvantaggia chi lo esegue perché gli consente di piazzare con forza il tiro nella metacampo avversaria. La battuta, tuttavia, per essere valida, deve rimbalzare entro un determinato settore del campo opposto. Il servizio può conferire alla pallina forza e velocità tali da non poter essere respinta dall’avversario oppure, se eseguito con particolari colpi a effetto, costringere l’avversario per rispondere a spostarsi molto lateralmente, lasciando così sgombro il campo per il successivo colpo.

Nel tennis degli ultimi anni il servizio è divenuto spesso un’arma fondamentale nel gioco: la velocizzazione delle superfici di gioco e delle palline, associata all’evoluzione tecnica dei materiali con cui si costruiscono le racchette, ha esasperato il gioco potente e aggressivo e ha trasformato il servizio in un colpo spesso risolutivo. Vi sono giocatori che solo grazie alla potenza della loro battuta (la pallina colpita può raggiungere una velocità di quasi 200 km/h) hanno raggiunto risultati di grande prestigio. Quando il servizio non viene respinto e neppure toccato con la racchetta dall’avversario il colpo prende il nome di ace.

Il diritto e il rovescio sono i colpi consueti del gioco. Il primo si esegue staccando il braccio dal corpo e richiudendolo con gesto ampio a battere la pallina con la parte interna (rispetto al corpo del giocatore) della racchetta. Il secondo, incrociando il braccio rispetto al tronco e colpendo la pallina con la superficie esterna della racchetta. Soprattutto per il secondo, a partire dagli anni Settanta, si è diffusa la tecnica di colpire la pallina impugnando con due mani il manico della racchetta. Su questi due colpi base si fondano numerose variazioni, che si differenziano a seconda della traiettoria impressa alla pallina (colpo lungolinea, che cioè segue la linea longitudinale del campo; incrociato, che taglia in senso diagonale il campo; pallonetto, detto anche all’inglese lob, che scavalca l’avversario facendo rimbalzare la palla in campo ma oltre alle sue spalle; palla corta, o drop shot, che fa rimbalzare la pallina appena al di là della rete, costringendo l’avversario che staziona a fondo campo a una corsa in avanti) o dell’impatto con cui la racchetta la colpisce (backspin, o taglio, che fa ruotare la palla nel senso contrario alla direzione del colpo; topspin, con rotazione dal basso verso l’alto impressa alla palla).

La volée è il colpo dato alla palla prima che questa sia rimbalzata per terra, cioè al volo. È tra i colpi più spettacolari, come spettacolare è il gioco di chi predilige chiudere lo scambio andando a colpire la palla vicino alla rete, senza appunto aspettare il rimbalzo da fondo campo. Un particolare tipo di volée è la schiacciata, o smash, nel quale la pallina viene colpita con violenza dall’alto in basso, usato di solito per rispondere a un pallonetto troppo corto e che generalmente, tranne clamorosi errori, chiude il punto a favore di chi lo ha eseguito.

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