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    Coordinate: 41°19′N 19°49′E  / 41.317, 19.817. Tirana (in albanese: Tiranë o Tirana) è la capitale e la più grande città dell' Albania. Situata a 41.33°N, 19.82°E ...

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Tirana

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Tirana, AlbaniaTirana, Albania
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1

Introduzione

Tirana (albanese Tiranë), capitale dell’Albania e capoluogo del distretto omonimo. Collegata attraverso strada e ferrovia al centro portuale di Durazzo affacciato sul mare Adriatico, Tirana è la più grande città albanese e il maggiore centro commerciale, industriale e culturale del paese.

L’economia cittadina si basa sull’industria tessile, metallurgica, calzaturiera, alimentare, meccanica (macchinari agricoli). Ospita vari istituti di istruzione superiore (Università di Tirana, 1957; Accademia delle scienze, 1972) e importanti musei (Museo di scienze naturali, Museo di archeologia ed etnografia, Museo della cultura popolare albanese).

Nel centro storico, dal tipico aspetto orientale retaggio del passato ottomano, si ammira, tra gli altri monumenti, la moschea di Etehem Bey, del XIX secolo, non lontano dalla moderna Casa della Cultura.

2

Storia

L’origine della città risale all’inizio del XVII secolo, quando un primo insediamento, chiamato Teheran, fu fondato dai turchi. Accresciuta d’importanza dal punto di vista politico e amministrativo in seguito al raggiungimento dell’indipendenza albanese nel 1913, Tirana divenne capitale del regno nel 1920.

Tra gli anni Venti e Trenta del Novecento la città fu ridisegnata e ricostruita secondo il piano urbanistico del re Zogu, voluto per favorire lo sviluppo economico e demografico. L’incremento della popolazione non subì tuttavia la sperata accelerazione, a causa della carenza di servizi (le mancanze più gravi riguardavano l’erogazione di energia elettrica e di acqua potabile, nonché il sistema fognario).

Allo scoppio della seconda guerra mondiale l’Albania fu invasa dall’esercito di Mussolini, che ne voleva fare una testa di ponte per i Balcani; Tirana fu occupata dalle truppe fasciste fino al 1944, quando la resistenza locale, guidata da Enver Hoxha, riuscì a cacciarle. L’11 febbraio 1945 fu proclamata la Repubblica popolare d’Albania, con governo comunista.

Grazie agli aiuti dell’Unione Sovietica (economici e tecnologici), Tirana conobbe un veloce sviluppo industriale, dotandosi tra l’altro di grandi centrali idroelettriche e termiche. Nuovi quartieri furono aggiunti per far fronte al consistente flusso di inurbati. Verso la fine del 1960 il governo albanese prese le distanze da Mosca, che auspicava la destalinizzazione dell’economia statale, avvicinandosi alla Cina; i finanziamenti cinesi portarono all’espansione dell’industria leggera a Tirana e crearono nuovi posti di lavoro.

Gli anni Ottanta furono segnati da sostanziali svolte nella politica interna e internazionale che si ripercossero profondamente nell’economia e nella vita sociale. La capitale fu scossa da violente manifestazioni pubbliche, che accompagnarono il travagliato processo di allontanamento dal regime comunista e l’apertura a dinamiche capitalistiche di mercato.

La crisi si accentuò nel 1997, quando il colossale fallimento di alcune società finanziarie (probabilmente colluse con il governo) bruciò i risparmi di decine di migliaia di albanesi. Le agitazioni politiche si moltiplicarono e le traversie istituzionali si complicarono negli anni della guerra del Kosovo, a seguito dell’appoggio del presidente Sali Berisha e degli estremisti nazionalisti all’UÇK. Tirana accolse migliaia di profughi kosovari, con il sostegno organizzativo ed economico dei paesi partecipanti all’operazione “Allied Force”.

Dopo circa vent’anni di continua instabilità politica e di deriva economica e sociale, la città oggi denuncia nel suo stesso aspetto la drammatica realtà del paese, depauperato dalla incessante migrazione verso i paesi più industrializzati (in primo luogo verso la vicina Italia) e minato dalla criminalità organizzata e dalla corruzione.

Abitanti: 343.078 (2001).

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