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Produzione teatrale

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Scena da L’italiana in AlgeriScena da L’italiana in Algeri
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Introduzione

Produzione teatrale Insieme di attività volte a realizzare e organizzare eventi teatrali. All’interno del teatro occidentale moderno, diverse sono le forme di produzione, le figure professionali e gli aspetti tecnici che concorrono a produrre uno spettacolo.

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Forme di produzione

Dal punto di vista dell’approccio alla produzione e del finanziamento economico, è possibile individuare all’interno del teatro occidentale moderno tre forme di produzione degli spettacoli, convenzionalmente suddivise in teatro sovvenzionato, teatro commerciale e teatro d’arte o sperimentale.

Con la definizione di “teatro sovvenzionato” si indica un teatro finanziariamente sostenuto dal governo o da un ente pubblico o privato. A causa dell’entità delle spese, della limitata capienza delle sale e della scarsa presa sul pubblico di massa, molti teatri sono in grado di funzionare e offrire produzioni di qualità solo con un sussidio a complemento delle entrate derivate dalla vendita dei biglietti. Diverse nazioni possiedono una compagnia teatrale nazionale sostenuta finanziariamente dallo stato (come accade in Francia per la Comédie-Française); non è raro, tuttavia, che sia una città o una regione a farsi carico di una propria compagnia. Dopo la seconda guerra mondiale si sono affermati anche in Italia i teatri stabili, dotati di una sede permanente, di una compagnia fissa e finanziati con un contributo pubblico.

Il teatro convenzionalmente definito “commerciale” si rivolge solitamente a un vasto pubblico, si propone di trarre lucro dalla propria attività e si basa quindi prevalentemente sull’intrattenimento più che sulla trasmissione di valori sociali, artistici o letterari. Questo non significa, tuttavia, che le produzioni del teatro commerciali siano di scarsa qualità. In considerazione della sua politica di commercializzazione, esso deve presentare testi collaudati, ricorre prevalentemente a nomi di forte richiamo e risulta nel complesso conservatore e poco aperto alla sperimentazione.

In opposizione al “teatro commerciale” si trova il teatro d’arte o sperimentale, caratterizzato dalla produzione di spettacoli di valore letterario o artistico e di spettacoli d’avanguardia politicamente o socialmente impegnati. Si propone di lanciare autori, attori e registi non ancora noti, ma di valore. Sopravvivere con le sole entrate del botteghino è pressoché impossibile e il teatro non commerciale è costretto, per non fallire, a dipendere da sporadici sussidi dello stato o a fare concessioni a quella politica commerciale cui, talvolta, contrappone la propria funzione critica.

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Personale del teatro

Il personale che concorre alla realizzazione di uno spettacolo si distingue in amministrativo, artistico e tecnico. Fanno parte del settore amministrativo il produttore, il direttore del teatro, il personale addetto alla vendita dei biglietti e alla pubblicità, e il personale di sala (uscieri e maschere). Appartengono al settore artistico registi, scenografi, attori; nell’opera, nel balletto, nel musical e nel teatrodanza rientrano in questa categoria anche cantanti e danzatori, coreografi, direttori musicali ecc. Il personale tecnico comprende il direttore di scena, il direttore dell’allestimento, delle luci, gli addetti alla costruzione e al funzionamento di scene e macchinari.

Il produttore è responsabile dell’amministrazione del capitale stanziato per allestire e rappresentare lo spettacolo, capitale che può essere fornito dal produttore stesso o da più finanziatori; egli provvede ad assumere il personale tecnico e a scritturare regista e attori. È infine compito del produttore curare tutti gli aspetti economici della produzione, spetta dunque a lui affittare il teatro e tutte le attrezzature necessarie, sovrintendere alla pubblicità e organizzare le tournée.

Il regista prende tutte le decisioni relative alla parte artistica della produzione; egli imposta e dirige pertanto l’interpretazione del testo, sceglie attori, scenografie, costumista ecc. In origine, la funzione oggi svolta dal regista era propria del capocomico-primo attore; è nel Novecento che si andò formando e affermando il concetto moderno di regista quale interprete personale del testo.

Il direttore di scena costituisce il tramite fra il personale tecnico e fra questo e il personale artistico; segue le prove, coordina tutti gli aspetti della produzione, dà corso alla rappresentazione e sovrintende all’osservanza del regolamento di palcoscenico.

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Produzione tecnica

Gli aspetti tecnici della produzione si differenziano tra la fase della preproduzione e quella dell’esercizio della produzione. Al lavoro tecnico di preproduzione sovrintende il direttore dell’allestimento, che collabora con gli scenografi. Scene, attrezzeria e costumi sono realizzati in questa fase, nei laboratori del teatro o in studi professionali. L’attrezzeria è costituita da tutti gli oggetti sistemati o portati sul palcoscenico, che non siano costumi o scene.

Il personale operativo (aiuti di scena, macchinisti, attrezzisti, guardarobieri, elettricisti, fonici, truccatori) dipende, per il numero e le qualifiche, dalle esigenze della produzione. Quando la scenografia è pronta, viene montata e installata, le luci vengono posizionate, messe a fuoco e munite di filtri colorati. Le prove tecniche sono effettuate in un primo momento solo con i tecnici (per fissare e provare luci, suoni, segnali per i cambi di scena), e successivamente con gli attori. Le prove generali, con i costumi e tutti gli elementi necessari alla rappresentazione, vengono effettuate per ultime; solitamente il pubblico non è ammesso oppure viene selezionato per saggiarne le reazioni.

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