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Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite Principale organo giurisdizionale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), creato nel 1945 per succedere alla Corte permanente di giustizia della Società delle Nazioni. Agendo in conformità al proprio statuto, parte integrante della Carta dell'ONU, la Corte di giustizia è destinata a dirimere le controversie giuridiche sorte fra stati; non sono invece di sua competenza quelle tra individui. Alla Corte si possono rivolgere tutti gli stati membri dell'ONU, mentre gli altri paesi che intendessero farlo devono prima accettare gli obblighi derivanti dallo status di paese membro dell'ONU.
In base all'art. 94 della Carta dell'ONU, una controversia può essere sottoposta all'esame della Corte mediante un accordo particolare, in base al quale tutte le parti coinvolte si impegnano a conformarsi alla decisione di quest'organo, oppure mediante una richiesta unilaterale di una sola delle parti. In base allo statuto, i paesi aderenti possono inoltre dichiarare anticipatamente di accettare la giurisdizione vincolante della Corte in alcuni tipi di controversie internazionali: se le due parti coinvolte hanno sottoscritto questa dichiarazione, e se la controversia rientra nei casi previsti, allora ciascun paese può rivolgersi alla Corte di giustizia. L'autorevolezza della Corte è stata tuttavia compromessa dalla decisione assunta nell'ottobre 1985 dall'allora presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan, il quale smise formalmente di conformarsi in modo automatico alle decisioni di quest'organo, rinnovando in modo implicito il mancato riconoscimento dell'autorità della Corte espresso già dalle principali potenze tra cui l'ex Unione Sovietica, Cina, Francia, Germania Occidentale e Italia. La Corte emette sentenze, basandosi sulla giurisprudenza e sulle opere di studiosi di diritto internazionale in conformità sia ai principi generali del diritto internazionale sia alle consuetudini e alle norme dei trattati riconosciuti dalle parti coinvolte nella controversia. La sentenza, che deve contenere le ragioni della decisione, è vincolante e non può essere oggetto di ricorso in appello. In caso di inadempienza delle parti, il Consiglio di sicurezza ha facoltà di decidere circa le misure da prendere affinché la sentenza venga rispettata. In realtà, la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite non dispone del potere necessario per far applicare le proprie decisioni: nel 1980, ad esempio, l'Iran ignorò completamente la sentenza che gli imponeva di rilasciare 53 ostaggi americani (vedi Crisi degli ostaggi). Ulteriore compito della Corte è fornire pareri consultivi, in relazione a questioni legali, all'Assemblea generale, al Consiglio di sicurezza e agli istituti specializzati dell'ONU che hanno ricevuto l'autorizzazione necessaria per richiedere l'intervento della Corte stessa.
I giudici sono quindici e vengono eletti, in base alle loro competenze in diritto internazionale, dal Consiglio di sicurezza e dall'Assemblea generale con votazioni a maggioranza assoluta dei membri; il loro mandato dura nove anni ed è rinnovabile. Ciascun giudice può essere rimosso dall'incarico soltanto in seguito al voto unanime degli altri membri. Qualora nessun membro della Corte abbia la nazionalità dei paesi coinvolti nella controversia, è prevista la partecipazione di un giudice scelto dalle parti. Le sentenze della Corte devono essere approvate almeno da nove giudici, ossia a maggioranza dei membri presenti. La Corte, la cui sede centrale è all'Aia, elegge i propri funzionari, tra cui il segretario amministrativo.
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