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Slavi

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Introduzione

Slavi Gruppo di popolazioni europee presenti soprattutto nell'Europa centrale e orientale (prevalentemente nella penisola balcanica), che parlano lingue del ceppo slavo della famiglia indoeuropea.

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Origini

I primi slavi erano contadini e allevatori che vivevano nelle zone paludose e boschive delle odierne Polonia, Russia occidentale, Bielorussia e Ucraina. Dal 150 d.C. cominciarono a espandersi verso nord, assorbendo gran parte delle popolazioni finniche e baltiche che occupavano quei territori, e poi verso ovest, dove si scontrarono con le popolazioni germaniche e celtiche. Nel VII secolo avevano già raggiunto, a sud, i mari Egeo e Adriatico, e nei due secoli seguenti occuparono quasi tutti i Balcani, allora facenti parte dell'impero bizantino, scacciando le popolazioni autoctone o slavizzandole, come avvenne con i bulgari. Nel XIX secolo, l'espansione della cultura slava verso est aveva raggiunto le coste del Pacifico.

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Religione e cultura

Di razza e cultura probabilmente omogenee nell'antichità, le popolazioni slave sono ora accomunate soprattutto da affinità linguistiche e dalla consapevolezza di un'origine comune. Influenzate profondamente dai contatti con vari altri gruppi, presentano attualmente caratteristiche fisiche e culturali molto diversificate.

Dopo l'introduzione del cristianesimo, avvenuta tra il IX e il X secolo a opera dei missionari greci, la scissione della Chiesa orientale nel 1054 pose gli slavi al centro di forti rivalità fra cattolici e ortodossi. Il cattolicesimo e gli influssi occidentali si imposero tra i polacchi, gli slovacchi e i cechi; questi ultimi, in seguito influenzati dalla Riforma, diventarono gli unici slavi con una forte minoranza protestante. Nei Balcani, anche gli sloveni e i croati si allearono alla Chiesa cattolica, entrando nella sfera culturale dell'Europa centrale. I serbi, i macedoni, i bulgari e la maggioranza degli slavi orientali (bielorussi, russi e ucraini) aderirono invece alla Chiesa ortodossa, adottando in parte la cultura bizantina (ad esempio, un adattamento dell'alfabeto greco, l'attuale cirillico).

Nel XIV secolo gli ottomani conquistarono gran parte dell'Europa sudorientale; parti delle attuali Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Macedonia, Serbia, Montenegro e Slovenia rimasero sotto il dominio ottomano fino al 1912. I secoli di dominazione turca influenzarono profondamente gli slavi dei Balcani, molti dei quali furono costretti a convertirsi all'Islam. Oggi, la maggioranza degli slavi musulmani si trova nella Bosnia e nella Bulgaria meridionale.

Le nazioni slave attuali derivano prevalentemente dalla frantumazione degli imperi austroungarico e ottomano che seguì la prima guerra mondiale. A eccezione dei cechi, gli slavi rimasero prevalentemente agricoltori fino alla metà del XX secolo. Dopo la seconda guerra mondiale, gran parte delle nazioni cadde nell'orbita di influenza sovietica e promosse ambiziosi programmi di industrializzazione e urbanizzazione. Con la dissoluzione dell'Unione Sovietica, i vari stati dell'Europa orientale optarono per governi indipendenti e democratici. In alcune aree, soprattutto nella Iugoslavia, questa transizione è stata all'origine di conflitti tra slavi di diversi gruppi religiosi e nazionali.

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