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Risultati di Windows Live® Search Belisario (Tracia 505 ca. - Costantinopoli 565), generale bizantino, uno dei più grandi capi militari della storia. Insignito dall’imperatore Giustiniano I del comando generale dell’esercito, si distinse per valore e abilità strategica nelle campagne contro i Sasanidi di Persia nel 530, sconfiggendo un esercito di gran lunga superiore al suo; l’anno successivo, però, subì una sconfitta e venne richiamato a Costantinopoli. Qui, nel 532, represse una rivolta (la cosiddetta insurrezione di Nika) che minacciava la stabilità del trono e dello stesso impero: a capo delle guardie imperiali, sedò la sollevazione massacrando, secondo alcune fonti, più di 30.000 ribelli. Nel 533 fu inviato nel Nord Africa per combattere i vandali, stanziati lungo le coste del Mediterraneo da più di un secolo. Belisario, nel giro di un anno, conquistò il loro regno e ne portò il re prigioniero a Costantinopoli. In seguito assoggettò la Sicilia e l’Italia meridionale, strappandole ai goti. Nel 536 entrò a Roma, dove per un anno subì l’assedio del re goto Vitige; riuscito a rompere l’assedio, inseguì Vitige fino a Ravenna, dove, nel 540, lo costrinse alla resa. Giustiniano cominciò a temere il suo crescente potere e lo richiamò a Costantinopoli affidandogli una nuova campagna contro i persiani (541-542). Dopo un’ennesima vittoria sul fronte persiano Belisario tornò in Italia, dove riprese la guerra contro i goti (che nel frattempo avevano riconquistato i territori perduti) fino al 548, anno in cui il comando delle truppe venne assegnato al suo rivale Narsete, a causa degli intrighi di corte e della gelosia di Giustiniano. Dieci anni dopo l’imperatore lo chiamò ancora per difendere Costantinopoli dall’attacco degli unni, ma nel 562 lo fece imprigionare con l’accusa di aver congiurato contro di lui: Belisario in seguito fu riconosciuto innocente e gli venne restituita la libertà.
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