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Risultati di Windows Live® Search Eusebio di Cesarea (? 260 ca. - Cesarea di Palestina 340 ca.), vescovo e scrittore cristiano greco; fu chiamato Eusebio Pamphili dal nome dell’amico e maestro Panfilo di Cesarea, alla cui vasta biblioteca Eusebio attinse per la stesura delle sue opere. Eusebio lavorò con Panfilo anche a un’edizione della Bibbia dei Settanta, ricavata dal testo che si trova nell’Esapla di Origene, e alla preparazione di una Apologia per Origene in cinque libri (perduti). Dopo un periodo di prigionia in Egitto, dovuto alle persecuzioni dei cristiani agli inizi del IV secolo, nelle quali Panfilo morì martire, Eusebio venne rilasciato e intorno al 314 divenne vescovo di Cesarea. Nel 325 tenne il discorso inaugurale al concilio di Nicea, nel quale accolse il simbolo atanasiano, anche se ai sinodi di Antiochia (324) e di Tiro (335) mostrò propensioni per l’arianesimo. A Eusebio si devono molti scritti storici, tra i quali la la Cronaca, una storia universale pubblicata nel 303, nonché i Canoni evangelici, un sistema di rimandi ai Vangeli che migliorò l’opera del teologo alessandrino del III secolo Ammonio. Questi aveva diviso il Vangelo di Matteo in 355 sezioni, quello di Marco in 236, quello di Luca in 342 e quello di Giovanni in 232; Eusebio scrisse il numero di ciascuna delle cosiddette “sezioni di Ammonio” a margine del testo e creò dieci tavole per la consultazione. Autore prolifico, si dedicò soprattutto alla letteratura apologetica; nella Storia ecclesiastica, ricostruì le vicende della Chiesa delle origini dalla venuta di Cristo fino al 324.
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