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Risultati di Windows Live® Search Acquaforte Tecnica di incisione calcografica (vedi Stampe e incisioni) che prevede la corrosione mediante acido nitrico (detto un tempo “acqua forte”) di una matrice metallica, nei punti in cui l’autore desidera che successivamente si depositi l’inchiostro. La prima fase del procedimento consiste nella stesura uniforme di un sottile strato di vernice su una lastra di acciaio, alluminio, ottone, o più frequentemente di rame, che viene poi annerita con il nerofumo: su di essa l’artista esegue il disegno con una punta d’acciaio, che rimuove la pellicola nella sua traccia. Quindi si procede al bagno di morsura: la lastra viene immersa nell’acido che, penetrando unicamente nei punti in cui la vernice è stata asportata, la incide più o meno in profondità a seconda della durata dell’immersione. Una volta pulita, la lastra è pronta per ricevere l’inchiostro, che riempie i solchi creati dall’acido. Infine si posa sulla matrice così ottenuta un foglio di carta o di altro materiale poroso, che, premuto con un torchio, assorbe l’inchiostro riproducendo specularmente il disegno inciso. Tra i primi a sperimentare in ambito artistico le possiblità dell’acquaforte, Albrecht Dürer fu anche uno dei massimi interpreti di questa tecnica, che consente di ottenere, da sola o combinata con altri procedimenti, splendidi effetti pittorici. L’acquaforte conobbe notevole successo nel Rinascimento, nel periodo del manierismo e presso autori barocchi. Oltre a Hercules Seghers e Rembrandt, considerati tra i maestri dell’acquaforte, si segnalarono molti artisti di ogni tempo, tra i quali Canaletto, Hogarth, Giambattista Tiepolo, Piranesi.
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