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Hawthorne, Nathaniel

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Hawthorne: La redenzione di HesterHawthorne: La redenzione di Hester

Hawthorne, Nathaniel (Salem, Massachusetts 1804 - Plymouth, New Hampshire 1864), scrittore statunitense. Di famiglia puritana, perse il padre in giovane età. Nel 1825, conclusi gli studi al Bowdoin College di Brunswick, nel Maine, dove aveva conosciuto Henry Longfellow, futuro poeta, e Franklin Pierce, futuro presidente degli Stati Uniti, tornò a Salem, dove visse appartato dedicandosi alla letteratura.

Il primo romanzo, Fanshawe (1828), pubblicato a sue spese, ebbe scarsa accoglienza da parte del pubblico. Maggiore successo riscossero i Racconti raccontati due volte (1837), scritti nell’arco di dodici anni: sono racconti allegorici e simbolici, che toccano il tema dei conflitti morali posti dal rigore del codice puritano.

Nell’impossibilità di guadagnarsi da vivere con la letteratura, nel 1839 accettò un impiego alla dogana di Salem; nel 1842, dopo le nozze con Sophia Amelia Peabody, si trasferì a Concord (Massachusetts) e vi rimase fino al 1846. In questi anni Hawthorne scrisse una serie di racconti (tra cui La figlia di Rappaccini) che andarono a costituire la raccolta Muschi da una vecchia canonica (1846).

Portò quindi a termine La lettera scarlatta (1850), considerato il suo capolavoro e un classico della letteratura americana. Il romanzo, incentrato sulla figura della puritana e adultera Hester Prynne, che tace per lealtà il nome dell’amante e viene allontanata dalla comunità, scandaglia con acuta sensibilità psicologica il senso di colpa e l’angoscia nell’animo della protagonista.

Nel 1850 Hawthorne si trasferì a Lenox (Massachusetts), dove strinse amicizia con Herman Melville. A Lenox scrisse La casa dei sette abbaini (1851), che narra la decadenza del puritanesimo in una vecchia famiglia del New England, e Il libro delle meraviglie (1852). Dello stesso periodo sono La bambina di neve e altre storie narrate due volte (1852) e Blithedale. Il romanzo di Valgioiosa (1852).

Tornato a Concord, scrisse la biografia di Franklin Pierce in occasione della campagna elettorale per la presidenza; ne fu contraccambiato con la carica di console a Liverpool, dove rimase fino al 1857. Tra il 1858 e il 1859 visse in Italia, e l’esperienza si tradusse in un romanzo ambientato a Roma, Il fauno di marmo (1860).

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