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Celadon

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Piatto in celadon, dinastia SungPiatto in celadon, dinastia Sung

Celadon Ceramiche cinesi e coreane molto rare e preziose, dalla caratteristica colorazione tra il grigio-verde e il verde-azzurro, derivata dalla riduzione, durante la cottura, dell'ossido di ferro contenuto nelle vernici. La loro popolarità nell'Asia orientale si deve soprattutto alla somiglianza con la giada e all'antica superstizione secondo la quale i recipienti di questo materiale cambierebbero colore in presenza di veleno.

La classificazione del celadon come porcellana risulta problematica per i pezzi più antichi, realizzati in Cina durante il periodo delle Sei Dinastie (220-589 d.C.), a causa delle basse temperature di cottura. Sotto la dinastia Tang e soprattutto durante i secoli della dinastia Sung (960-1279), tuttavia, la raffinatezza della lavorazione e l’utilizzo di alte temperature avvicinarono il celadon alla qualità artistica della porcellana.

L’arte del celadon toccò il suo apogeo sotto i Sung settentrionali (960-1127), con i vasi detti run (caratterizzati da vari strati di smalto azzurro o violetto e riflessi porpora), ru (fatti con un materiale più grezzo di colore grigio-azzurro, percorso da leggere venature, destinati alla famiglia imperiale e oggi molto rari: ne sopravvivono solo una trentina di pezzi) e cizhou (ceramiche con smalti trasparenti e decorazioni a graffito nere o marroni oppure con motivi ornamentali in rilievo, incisi o smaltati). Presso i Sung meridionali si diffusero invece i tipi guan (percorsi da marcate venature e smaltati in vari toni di grigio, verde e azzurro) e longquan (sottilissimi, privi di decorazioni, smaltati in verde-azzurro e simili alla giada). La grande tradizione cinese del celadon terminò con l'invasione mongola e la dinastia Yuan, sotto cui si conobbe un declino nei metodi decorativi.

Sulla scia del successo cinese, il celadon si diffuse anche in altri paesi, primi fra tutti la Corea, il Giappone e la Thailandia. La lavorazione coreana, in particolare datata al regno della dinastia Koryo, si riconosce per gli smalti verde-azzurro o grigio e la fine decorazione a motivi floreali. A partire dal XIII secolo queste ceramiche, insieme a quelle cinesi, furono imitate dagli artisti giapponesi, famosi per i vasi in celadon blu-nero e verde oliva.

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