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Risultati di Windows Live® Search Vulgata o Volgata Edizione latina della Bibbia dichiarata 'autentica' dal concilio di Trento (1545). In origine era il nome dell''edizione comune' della versione greca dei Settanta letta dai primi padri della Chiesa, ma poi il termine (dal latino vulgata editio, 'versione popolare', italianizzato in 'Volgata') indicò la più antica versione latina (detta 'Vetus Itala') dell'Antico e del Nuovo Testamento, assai consultata nei primi secoli della Chiesa d'Occidente. L'attuale Vulgata è però principalmente frutto del lavoro di traduzione di san Gerolamo. Inizialmente Gerolamo attinse alla versione greca dei Settanta per la sua traduzione dell'Antico Testamento, includendovi parti degli Apocrifi; in seguito (dal 389) consultò i testi ebraici originali. Precedentemente, su richiesta di papa Damaso I, Gerolamo, negli anni 383-84, aveva intrapreso una revisione del Nuovo Testamento, correggendo alcuni errori testuali dei Vangeli; è tuttora oggetto di dibattito se siano opera sua anche le piccole revisioni presenti nel resto del Nuovo Testamento. Nei dodici secoli successivi il testo della Vulgata venne trasmesso con sempre minore precisione. Il concilio di Trento, riconoscendo la necessità di disporre di un testo latino autentico, autorizzò una revisione delle imprecise edizioni esistenti, indicando, nel 1546, nella Vulgata (tuttora usata dagli studiosi) il solo riferimento in latino per la Bibbia. Una moderna rielaborazione di tale revisione, richiesta da papa Paolo VI dopo il concilio vaticano II, venne completata nel 1977 e fu usata per creare i nuovi testi liturgici in latino su cui si basano le liturgie nelle varie lingue, rese obbligatorie dal concilio.
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