Risultati di Windows Live® Search
Risultati di Windows Live® Search Pagina 2 di 3
Struttura articolo
Introduzione; I principi dell’architettura d’interni; L’architettura d’interni nell’antichità; L’architettura d’interni in Oriente; L’architettura e la decorazione d’interni in Occidente
Come in Oriente, anche nella storia dell’arte occidentale la sistemazione architettonica e l’arredamento degli interni ha sempre costituito un ambito di intervento artistico e artigianale molto rilevante, che ha consentito di volta in volta la sperimentazione di materiali, motivi decorativi e modelli estetici inediti, in consonanza con l’affermarsi di nuovi stili o tendenze del gusto; il suo studio è inoltre interessante anche per comprendere l’evoluzione degli usi e delle abitudini quotidiane e culturali.
In epoca medievale le dimore comuni erano semplici tuguri e capanne che offrivano a malapena un riparo. I nobili con seguito e servi abitavano invece nei castelli, nei quali la parte adibita ad abitazione era organizzata attorno a un salone principale, che era in parte cucina e in parte sala da pranzo; inoltre, finché non si impose l’uso di allestire camere da letto separate per i servitori, il salone si trasformava di notte in dormitorio, diviso da tende per distinguere lo spazio riservato alle donne da quello per gli uomini. Questo ambiente polivalente poteva raggiungere i 18 metri di lunghezza e i 6 metri di larghezza ed era coperto da un tetto sostenuto da travi di legno, che nel tardo Medioevo venivano abbellite da intagli o pitture. Il pavimento – di pietra, terra, mattoni o piastrelle – era di solito coperto di giunchi, paglia e foglie; dopo le crociate entrarono in voga tappeti e stuoie importati dal Medio Oriente. I normanni furono tra i primi a ricoprire le pareti con arazzi, diffondendone poi l’uso nei paesi dominati; inoltre, la necessità di isolare termicamente gli ambienti introdusse in varie regioni la consuetudine di intonacare i muri di pietra, acquisizione che aprì la strada anche alla decorazione ad affresco. Il mobilio medievale era costituito perlopiù da tavoli, panche, sgabelli e spaziosi cassettoni. Questi ultimi, in legno e ferro battuto, erano destinati a contenere i denari e i preziosi del possessore; in caso di incendi o attacchi nemici potevano essere trasportati senza difficoltà. Nel XV secolo le condizioni di relativa stabilità che si vennero a creare in Europa incoraggiarono la costruzione di residenze più confortevoli dei tradizionali castelli, e più adatte alle esigenze della vita quotidiana. Nacquero così lo château (un edificio a metà tra il palazzo suburbano e il castello, circondato generalmente da giardini) e il maniero gotico. Già nel Duecento avevano fatto la loro comparsa nell’Italia dei Comuni, in Inghilterra e in Francia dimore aristocratiche urbane dagli ambienti comodi e ben ripartiti tra salone, cucina, camere da letto e dispensa. Nel Quattrocento nell’Europa settentrionale si diffuse l’uso di tappezzerie per ricoprire le pareti, suddividere gli ambienti più spaziosi, nascondere le porte; inoltre le tradizionali imposte di legno, che coprivano e riparavano le finestre, cedettero il passo ai tendaggi.
Le case italiane d’epoca rinascimentale avevano ampie stanze con soffitti molto alti e ornati da pitture e modanature di stucco (spesso a lacunari), ispirate ai modelli greco-romani. Decoratori e arredatori miravano innanzitutto a suggerire un’impressione di fasto e magnificenza. In Francia e in Italia si occuparono di architettura d’interni i maggiori artisti, del calibro di Raffaello e Benvenuto Cellini, che arricchirono gli ambienti dei palazzi con decorazioni di inestimabile pregio. I mobili erano previsti in numero limitato, e comprendevano credenze, cassettoni e armadi che dovevano adattarsi all’architettura simmetrica della stanza. Nell’Inghilterra del primo Rinascimento prevalse lo stile Tudor, adottato nelle tipiche case in pietra e mattoni con le travi di legno a vista. Tra gli elementi decorativi, ampia diffusione conobbero in questo paese i pannelli lignei, le finestre a colonnine, i camini, i caminetti e le mensole. Gli ambienti erano semplici e sobri, occupati solo in parte da mobili e accessori. I soffitti e le pareti erano abbelliti da modanature in stucco o coperti da tappezzerie; le finestre, le porte e i letti a baldacchino furono impreziositi da pesanti drappi in velluto, damasco e broccato.
Tra il XVII e il XIX secolo il gusto decorativo francese si impose in tutta Europa. In Francia il Seicento vide lo sviluppo di due stili caratteristici, che presero il nome dai re Luigi XIII e Luigi XIV. Il primo prevalse fino alla metà del secolo e rappresentò l’evoluzione dello stile rinascimentale francese, soprattutto nei mobili (perlopiù angolari e quadrati). Nella seconda parte del Seicento e durante i primi vent’anni del secolo successivo si affermò lo stile Luigi XIV, caratterizzato da solidità, magnificenza e abbondanza di decorazioni in bronzo dorato. Pur non rinunciando al principio classico e rinascimentale della simmetria, il nuovo stile era improntato al gusto tipicamente barocco per lo sfarzo e l’ostentazione. La reggia di Versailles ne è il principale esempio, per le decorazioni eseguite da Jules Hardouin-Mansart e Charles Le Brun, direttore della manifattura Gobelins, da cui provenivano i mobili reali e i celebri arazzi, che riscossero grande successo in Francia e in altri paesi europei. Particolare attenzione fu riservata in Francia al rivestimento decorativo (e funzionale, dato il risultato isolante) delle pareti. I tradizionali pannelli lignei, lisci o arricchiti da semplici cornici lineari, furono soppiantati dalla boiserie, opera di scultura e intaglio in legno massiccio impreziosita sovente da dorature e motivi orientaleggianti. Dal XVIII secolo le pareti furono talvolta incorniciate con listelli più o meno lavorati di legno. All’inizio del Seicento l’Inghilterra vide la diffusione del cosiddetto stile giacobiano, che accoglieva molti motivi classici. Durante il protettorato di Oliver Cromwell, il puritanesimo dettò nell’architettura d’interni un orientamento austero ed essenziale. La restaurazione del 1660 diede nuovo slancio alle tendenze sfarzose, nuovamente abbandonate tuttavia dopo l’incoronazione di Guglielmo III d’Orange-Nassau e Maria II Stuart (1689), quando l’influenza dell’arte olandese riportò in auge il gusto per la semplicità. Gli ambienti inglesi di fine secolo testimoniano una prioritaria ricerca di intimità e comfort: i pavimenti di legno erano quasi interamente coperti di tappeti orientali, mentre le pareti erano rivestite di carta da parati molto simile alla tappezzeria in tessuto.
In Francia lo stile barocco in voga durante il regno di Luigi XIV cedette il passo, sotto Luigi XV, allo stile reggenza e al rococò, caratterizzato da motivi curvilinei elaborati e delicati: le pareti delle stanze furono rivestite da pannelli lignei dipinti con colori pastello, abbelliti da stilizzate figurazioni naturalistiche o da disegni di sapore orientale. Si affermò l’uso di un ripiano in marmo intagliato di forma arrotondata, detto console, sovrastato da una specchiera detta trumeau. Anche i tessuti e le tappezzerie si distinguevano per raffinatezza e valenza decorativa, con i loro articolati arabeschi, intrecci di nastri e fiori. I lampadari, gli accessori per il caminetto e gli utensili per la cucina testimoniano dell’alto livello tecnico e artistico raggiunto nella lavorazione dei metalli, che prevedeva spesso interventi di cesellatura e doratura. I pavimenti erano di solito in legno lavorato a intarsio o in parquet e venivano coperti da tappeti intessuti nelle manifatture di Aubusson e della Savonnerie. Tipica del rococò fu inoltre la ricerca di soluzioni confortevoli nel mobilio: si pensi a pezzi quali la chaise-longue (poltrona con spalliera molto inclinata), la bergère (sedia imbottita) e i piccoli scrittoi detti éscritoires. Sul finire del Settecento si affermò lo stile Luigi XVI, improntato a criteri di semplicità e nobile raffinatezza e strettamente legato al neoclassicismo. I mobili e gli ornamenti presentarono ora linee diritte e angoli retti; le stanze si rimpicciolirono e si articolarono in modo più razionale, ciascuna destinata a una funzione particolare e a un momento della vita quotidiana: ad esempio, al salone per i ricevimenti si affiancarono il salottino, la biblioteca e la sala da pranzo. Si riduceva la porzione delle pareti occupata dai pannelli di legno intarsiato, ora meno ricchi di decorazioni che in passato, facendo così spazio a estesi affreschi, sovente di tema classico. Porte, finestre e ripiani in marmo furono progettati secondo modelli rettangolari e i soffitti furono lasciati spesso privi di decorazioni, anche se non mancano esempi di dipinti con forte effetto di sfondamento illusionistico.
|
© 2008 Microsoft
![]() ![]() |