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Cecoslovacchia Stato federale dell'Europa centrale sorto dalla dissoluzione dell'impero austroungarico; cessò di esistere il 1° gennaio 1993, con la costituzione delle due nazioni indipendenti della Repubblica Ceca e della Repubblica Slovacca. Quanto a territorio, popolazione ed economia, la Repubblica Ceca ha assorbito circa i due terzi della Cecoslovacchia, la Slovacchia la parte restante.
La Repubblica di Cecoslovacchia fu istituita subito dopo la prima guerra mondiale, con il crollo dell'impero asburgico, e fu suddivisa nelle due Repubbliche Ceca e Slovacca, in dieci regioni amministrative e due città indipendenti (Praga e Bratislava). Praga, oggi capitale della Repubblica Ceca, fu allora designata a capitale federale. Un presidente, un primo ministro e un Consiglio dei ministri costituivano il ramo esecutivo del governo e un'Assemblea federale bicamerale svolgeva la funzione legislativa. Governata dal solo Partito comunista dopo il colpo di stato del 1948, nel 1990 il regime si aprì al multipartitismo. Le singole repubbliche avevano ciascuna una propria assemblea legislativa e propri esecutivi presieduti da un premier e da un gabinetto di governo. Al governo federale era riservata la competenza in materia di difesa, affari esteri e politica economica. Dal 1948 l'Unione delle repubbliche socialiste sovietiche (URSS) controllava la struttura militare del paese tramite gli organismi del patto di Varsavia, fino a quando nel 1991 tutte le forze sovietiche di stanza nel paese furono ritirate.
Durante la prima guerra mondiale i leader nazionalisti cechi Tomáš Garrigue Masaryk ed Eduard Beneš formarono un governo provvisorio repubblicano con l'appoggio di leader slovacchi (Milan Štefánik tra gli altri) e delle potenze alleate. La Repubblica di Cecoslovacchia, istituita a Praga il 28 ottobre 1918, comprendeva i territori di Boemia, Moravia e parte della Slesia, già appartenenti all'impero asburgico, la Slovacchia e la Rutenia subcarpatica.
La nuova Cecoslovacchia si configurò come una repubblica democratica creata sul modello occidentale, con una forma di governo parlamentare, sistema elettorale a suffragio universale e salde garanzie per i diritti umani. La Prima Repubblica (1918-1938) ebbe come presidenti Masaryk e Beneš. Il paese godette di un governo stabile, formato da una coalizione di cinque partiti, con in testa il Partito degli agrari. I gruppi estremisti, tra i quali un piccolo movimento fascista locale e un Partito comunista fondato nel 1921, non ebbero mai effettivo peso politico. Gli estesi acquisti territoriali e il patrimonio di risorse industriali ereditato dallo scomparso impero austroungarico resero la nuova repubblica relativamente prospera. La stabilità della moneta e un moderato programma di ridistribuzione delle terre contribuirono a superare la Grande Depressione che seguì alla crisi economica del 1929.
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