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Risultati di Windows Live® Search Murat, Gioacchino (Labastide-Fortunière 1767 - Pizzo Calabro, Vibo Valentia 1815), maresciallo di Francia e re di Napoli (1808-1815). Figlio di un locandiere, abbandonò gli studi teologici e si arruolò nell'esercito allo scoppio della Rivoluzione francese. Prestò servizio in Italia come ufficiale sotto Napoleone Bonaparte e contribuì alle vittorie di Marengo (1800), Austerlitz (1805), Jena (1806) ed Eylau (1807). Nel 1806 fu nominato granduca di Berg e nel 1808 sposò la sorella di Napoleone, Carolina. Nello stesso anno condusse la repressione militare contro i patrioti spagnoli e quindi fu nominato re di Napoli. In questa carica incoraggiò una politica di riforme volta a smantellare l'antico regime e a sopprimere quello feudale nelle campagne. Durante la campagna di Russia, in seguito alla ritirata di Napoleone, Murat assunse il comando dell'esercito. Dopo aver sopraffatto gli austriaci a Dresda (1813) e aver dato il proprio contributo durante la disastrosa battaglia di Lipsia (1813), giunse a trattative con l'Austria e con l'Inghilterra, con l'obiettivo di salvare il trono di Napoli. Gli sviluppi a lui sfavorevoli del congresso di Vienna lo indussero a prendere le armi contro l'Austria (1815). In quell'occasione lanciò un appello agli italiani con il proclama di Rimini perché insorgessero al suo fianco. Murat fu sconfitto prima a Ferrara e poi a Tolentino (1815). Dopo l'ultima disfatta di Napoleone, si rifugiò in Corsica; sbarcato sulla costa calabra, nel tentativo di riottenere il Regno di Napoli, fu catturato e ucciso dai borbonici.
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