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Introduzione; Origine della specie; Fisiologia del gatto; Razze di gatti; La cura del gatto; Gatto e tradizione
Gatto domestico Piccolo mammifero prevalentemente carnivoro, membro della famiglia dei felidi, apprezzato come animale da compagnia e prezioso nella lotta contro topi e ratti. Come quasi tutti i membri della sua famiglia, il gatto domestico (Felis catus) ha artigli retrattili, un acuto senso dell'udito e dell'olfatto, un'eccezionale capacità visiva notturna e un corpo compatto, muscoloso e molto flessibile. I gatti hanno un'eccellente memoria e una notevole attitudine all'apprendimento, basata sull'osservazione e sull'esperienza. Normalmente il gatto domestico vive circa quindici anni.
La maggior parte degli studiosi ritiene che le razze di gatto domestico a pelo corto discendano dal gatto selvatico fulvo (Felis lybica), di origine africana, addomesticato dagli antichi egizi forse già nel 2500 a.C. e poi introdotto in Europa dai crociati, dove si mescolò ai gatti selvatici indigeni, di dimensioni più piccole. Le razze a pelo lungo, invece, derivano probabilmente dal manul o gatto di Pallas (Felis manul), di origine asiatica. Nel corso dei secoli i gatti hanno conservato le loro dimensioni (circa 3,6 kg di peso in età adulta) e il loro istinto di cacciatori solitari. Il recente rinvenimento di resti di gatto accanto a spoglie umane risalenti a 9000 anni fa, tuttavia, mette in discussione la datazione dell’addomesticamento del gatto e la comparsa della specie domestica. La scoperta è stata effettuata da un team del Museo di Storia Naturale a Cipro, dove già negli anni Ottanta del Novecento era stata identificata una mandibola riconducibile al gatto; la vicinanza dello scheletro di felino a quello dell’uomo sembra indicare un legame di tipo affettivo e, quindi, fa ipotizzare che l’addomesticamento del gatto sia avvenuto assai prima di quanto ritenuto finora. Il reperto è stato classificato come Felis silvestris, una specie di gatto di dimensioni maggiori a quelle dell’attuale gatto domestico.
Il corpo di un gatto domestico è estremamente flessibile; il suo scheletro contiene più di 230 ossa (quello dell'uomo, che è molto più grande, ne ha solo 206), e il cinto pelvico e quello scapolare sono connessi alla colonna vertebrale in modo più lasso che negli altri quadrupedi. La grande abilità del gatto nel salto e la sua notevole velocità nella corsa sono in parte dovute alla potente muscolatura. La coda serve a mantenere l'animale in equilibrio durante il salto o nelle cadute. Gli artigli, adunchi, affilati e retrattili, servono per catturare e trattenere la preda e sono alloggiati in una guaina all'estremità di ogni dito. Essi vengono estroflessi per cacciare, combattere e arrampicarsi. Il gatto marca il territorio lasciando tracce odorose emesse da ghiandole che si aprono sui cuscinetti dei piedi, e graffiando tronchi d'albero e altri oggetti. I denti del gatto, molto aguzzi, sono fatti per mordere, non per masticare, e grazie anche ai potenti muscoli delle mascelle possono infliggere alla preda un morso mortale.
La vista del gatto è particolarmente adatta alla caccia notturna. Questo animale ha infatti una vista eccellente in condizioni di scarsa luminosità, una visione periferica estesa e la percezione della profondità, quest'ultima consentita dalla visione binoculare. Di giorno, invece, il gatto non vede bene come gli esseri umani: percepisce facilmente il movimento, ma non altrettanto bene i dettagli, e si ritiene che distingua solo uno spettro limitato di colori. L'udito è molto sensibile, e consente la percezione di un'ampia gamma di suoni, compresi gli ultrasuoni. L'orecchio è, tuttavia, relativamente meno sensibile alle frequenze più basse, il che potrebbe spiegare come mai alcuni gatti domestici siano più reattivi alle voci femminili che a quelle maschili. Il gatto, inoltre, è in grado di orientare le orecchie indipendentemente l'una dall'altra per concentrarsi su suoni diversi. Il senso dell'olfatto è altamente sviluppato e ha un ruolo vitale nella ricerca del cibo e nella riproduzione: ad esempio, pare che i gatti maschi riescano a sentire l'odore di una femmina recettiva a distanza di centinaia di metri. Nel gatto il senso del gusto è particolarmente specializzato: benché non permetta di distinguere i sapori dolci, è sensibile a percepire minime variazioni del sapore dell'acqua. La lingua è coperta da piccole protuberanze (papille) che la rendono ruvida e servono a raspare la carne dalle ossa. La lingua serve inoltre per la pulizia: il gatto la usa per leccarsi e lisciarsi il pelo. I baffi, detti vibrisse, sono estremamente sensibili e sono usati per percepire ostacoli e variazioni nell'ambiente. In condizioni di illuminazione ridotta, il gatto si orienta servendosi delle vibrisse.
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