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Struttura articolo
Introduzione; Territorio; Popolazione; Divisioni amministrative e città principali; Economia; Ordinamento dello stato; Storia
La particolare conformazione del territorio ha favorito lo sviluppo di un sistema di vie fluviali (navigabili per 8.050 km nella stagione delle piogge e per 4.025 km nella stagione secca), ma costituisce l’ostacolo maggiore per il completamento della rete stradale e ferroviaria del paese. La rete ferroviaria è limitata a 2.855 km, mentre la rete stradale si sviluppa per 239.226 km (di cui solo il 10% è asfaltato). La maggior parte del commercio internazionale si avvale dei porti di Chittagong e Chalna. Il servizio aereo, svolto dalla compagnia di bandiera Bangladesh Airlines, garantisce i collegamenti sia interni sia esteri. Le trasmissioni radiofoniche e televisive del Bangladesh sono direttamente gestite e controllate dal governo.
Nato nel 1971 da una scissione del Pakistan, di cui costituiva la parte orientale, il Bangladesh è stato a lungo sotto un regime militare (1975-1990). La Costituzione del 1972 è stata più volte emendata, in particolar modo nel 1991, quando è stato rafforzato il ruolo del primo ministro. Il potere legislativo è affidato a un’Assemblea nazionale unicamerale (Jatiya Samsada), composta di 300 membri eletti a suffragio universale ogni cinque anni; altri trenta seggi (45 dal 2004) sono riservati alle donne, che vengono elette dallo stesso Parlamento. Il Bangladesh è ripartito in sei divisioni amministrative. Le principali forze politiche del paese sono la Lega Awami (Lega del popolo, nazionalisti), il Partito nazionalista (Bangladesh Jatiyatabadi Dal, conservatori), e il partito confessionale della Jamaat-e-islami (Conferenza islamica). Il sistema giudiziario è basato sulla Common Law britannica. La massima autorità giudiziaria del Bangladesh è la Corte suprema, i cui membri vengono nominati dal capo dello stato. È in vigore la pena di morte. Membro del Commonwealth e dell’ONU, il paese aderisce inoltre al Piano Colombo, un’organizzazione internazionale con sede nello Sri Lanka che promuove la cooperazione economica e lo sviluppo sociale dei paesi dell’Asia e dell’Oceania.
Per la storia anteriore al 1947, vedi India; Pakistan. Dopo la partizione dell’India (1947), il territorio dell’attuale Bangladesh divenne, con una parte dell’Assam, una provincia del Pakistan con il nome di Pakistan Orientale. Separata dal Pakistan dalla lingua, dalla cultura e da più di 1500 chilometri di territorio indiano, la provincia non tardò a mostrare insofferenza verso la politica accentratrice del governo pakistano. Nel 1970 il rifiuto di riconoscere la vittoria elettorale della Lega Awami e l’arresto del suo leader Mujibur Rahman diedero origine a uno scontro che sfociò in un’aperta e sanguinosissima guerra civile. Grazie al sostegno militare indiano, la provincia proclamò l’autonomia il 26 marzo 1971. La proclamazione ufficiale dell’indipendenza del paese (16 dicembre 1971), che prese il nome di Bangladesh (“nazione del Bengala”), rappresentò l’atto conclusivo della terza guerra indo-pakistana. Il primo governo indipendente fu costituito nel gennaio 1972, con l’elezione a primo ministro di Mujibur Rahman (noto come “Mujib”), che avviò la ricostruzione del paese sconvolto dalla guerra e lanciò un vasto programma di nazionalizzazioni.
Colpito nel 1974 da una gravissima inondazione che distrusse la gran parte dei raccolti, il paese ripiombò nell’instabilità politica, giungendo alla fine dell’anno sull’orlo dello scontro civile. Agli inizi del 1975 Mujib abolì il Parlamento, si proclamò presidente e concentrò nelle sue mani tutti i poteri. Nell’agosto dello stesso anno venne rovesciato e ucciso nel corso di un colpo di stato che portò alla presidenza uno dei suoi ministri, Khandakar Mustaq Ahmed. In novembre, un nuovo colpo di stato portò al potere il generale Ziaur Rahman. Fondatore del Bangladesh Jatiyatabadi Dal (Partito nazionalista), in cui riunì molti esponenti che si erano opposti all’indipendenza, Rahman governò secondo uno stile autocratico, assicurando tuttavia al paese un periodo di relativa stabilità e di ripresa economica fino al 1981, quando venne a sua volta ucciso in un tentativo di colpo di stato. Dopo un periodo di violenti disordini e di caos politico, nel 1982 l’esercito prese il potere e il generale Hussein Muhammad Ershad assunse la presidenza. Ershad instaurò un regime violento e corrotto, contrassegnato da continue rivolte. Nel 1988 il paese fu devastato dalle inondazioni, che provocarono gravi danni e lasciarono senza tetto 30 milioni di persone.
Nel dicembre del 1990, in seguito a ripetute sollevazioni popolari, Ershad fu costretto a dimettersi e nel febbraio dell’anno seguente l’elezione a primo ministro di Begum Khaleda Zia, vedova di Ziaur Rahman, sancì il ritorno a un sistema parlamentare. Nell’aprile del 1991 la fragile economia del paese fu nuovamente sconvolta da un devastante ciclone che si abbatté sull’area deltizia del Gange causando più di 120.000 vittime e lasciandosi alle spalle milioni di senzatetto. Alla catastrofe naturale si aggiunsero le ondate migratorie dei musulmani che cercavano rifugio in Bangladesh per sfuggire alle persecuzioni del governo birmano. Nel 1994 i deputati dei partiti dell’opposizione si dimisero in massa, provocando una grave crisi politica. Dopo due anni di scioperi contro il governo e violenti disordini, le elezioni si svolsero nel febbraio 1996; boicottate dalle opposizioni, vennero in seguito annullate. In giugno si tennero nuove elezioni, che videro l’affermazione della Lega Awami e la nomina a primo ministro di Hasina Wajed, figlia di Mujibur Rahman. Nel 1997, con l’inizio del processo ai responsabili dell’uccisione di Mujibur Rahman, il padre dell’indipendenza bengalese, iniziò nel paese un processo di revisione storica, il cui intento non secondario volle essere quello di favorire la pacificazione. Il conflitto politico si acuì tuttavia verso la fine dell’anno, quando imponenti scioperi organizzati dall’opposizione paralizzarono le attività economiche nelle principali città. Il nuovo governo si adoperò per rinsaldare i legami economici con i paesi vicini nell’ambito della South-Asian Association for Regional Cooperation (SAARC) e per risolvere l’annoso problema dello sfruttamento delle acque del Gange con l’India, con la quale fu sottoscritto un primo accordo. Nel 1998 tre quarti del paese furono sommersi dalle inondazioni, che provocarono centinaia di vittime.
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