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FMI

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Introduzione

FMI o Fondo monetario internazionale Istituto specializzato dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) costituito nel 1945, insieme con la Banca internazionale per la ricostruzione e lo sviluppo (BIRS), a seguito degli accordi di Bretton Woods, e divenuto operativo nel 1946.

L’FMI (la sua denominazione ufficiale in inglese è International Monetary Fund, IMF) intende promuovere la cooperazione monetaria internazionale e favorire una crescita equilibrata del commercio mondiale attraverso un sistema multilaterale di pagamento per le transazioni correnti e l’eliminazione delle restrizioni al commercio estero.

L’FMI sostiene inoltre la crescita economica dei paesi in via di sviluppo e l’introduzione dell’economia di mercato; nel 1993 venne appositamente istituito un fondo temporaneo per controbilanciare le difficoltà nel commercio e nei pagamenti internazionali incontrate dai paesi nella fase di transizione da un’economia pianificata al libero mercato.

L’FMI è sede di dibattito in merito ai problemi relativi ai pagamenti internazionali, che gli stati membri sono incoraggiati a mantenere a tassi di cambio stabili, evitando interventi valutari restrittivi; si occupa inoltre della consulenza in materia di politica economica e fiscale, dell’assistenza tecnica alle banche centrali, di contabilità, di tassazione e di altri temi finanziari. I paesi membri sono oggi 185.

2

Organizzazione del FMI

Il Fondo, che ha la sua sede centrale a Washington (DC) e una sede europea a Parigi, è diretto dal consiglio dei governatori delle banche centrali dei paesi membri, che fissa le direttive d’azione; le iniziative sono invece gestite da un comitato esecutivo composto da ventidue membri. Per il corretto funzionamento dell’FMI è indispensabile che gli stati membri informino costantemente il Fondo in merito all’adozione di qualsiasi misura economica e finanziaria capace di influire sul valore di cambio della moneta nazionale: in tal modo gli altri paesi possono infatti definire interventi adeguati.

2.1

Diritti di prelievo

Ciascun membro dell’FMI gode di una quota di “diritti di prelievo” (ordinari e speciali). I diritti ordinari di prelievo sono la facoltà riconosciuta ai paesi aderenti di effettuare prelievi su somme in valuta depositate a titolo di quota di partecipazione; i diritti speciali di prelievo (DSP; in inglese Special Drawing Rights, SDR) sono la facoltà di trasferire e ricevere una somma espressa in “unità di conto” (basata su una valuta-paniere determinata da quantità fisse delle monete principali: euro, dollaro statunitense, sterlina britannica, yen giapponese).

I DSP sono assegnati in dotazione (cioè iscritti nell’attivo del conto intestato a ciascun paese) in proporzione alle quote di partecipazione e per importi fissati periodicamente secondo decisioni collegiali, e costituiscono uno strumento finanziario introdotto nel 1973 per sostituire il sistema precedente, in base al quale ciascun paese doveva versare al Fondo una quota di partecipazione per il 25% in oro e per la parte restante in moneta nazionale.

2.2

Quote di partecipazione

La quota di partecipazione al Fondo viene calcolata sulla base del reddito nazionale lordo, delle riserve ufficiali possedute e del contributo del paese all’interscambio mondiale; gli Stati Uniti, paese leader dell’economia mondiale, versano ovviamente la quota più elevata. L’entità della quota di partecipazione – che viene versata per il 75% in moneta nazionale e per il 25% in DSP – determina il potere di voto di ciascun paese membro nelle discussioni dell’FMI (quello dell’Unione Europea è pari a circa il 25%, quello degli Stati Uniti al 20%) e l’ammontare di valuta estera e di DSP che ciascun membro può prelevare.

I paesi membri in difficoltà nei pagamenti internazionali possono chiedere un prestito all’FMI, che devono restituire entro un certo periodo di tempo (non superiore a cinque anni) insieme con gli interessi calcolati a un tasso inferiore a quello di mercato.

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