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Risultati di Windows Live® Search Arte accademica L’insieme dei dipinti, delle sculture e degli edifici creati in conformità con i canoni estetici di un’accademia. Sorte in Italia nel XVI secolo con la finalità di sovrintendere all’insegnamento dell’arte, articolato in discipline tecniche (disegno, modellato, composizione ecc.) e fondamenti scientifici (anatomia, prospettiva, scienze naturali ecc.), le accademie d’arte si affermarono nel corso del Seicento in vari paesi europei, assumendo presto un ruolo di controllo e uniformazione della produzione artistica, legata al rispetto di regole e canoni fissi. Istituzioni come l’Académie des Beaux-Arts di Parigi, direttamente mantenute dalla Corona, promuovevano inevitabilmente stili e soggetti che rispondessero al gusto e all’ideologia della classe dominante, scoraggiando e di fatto impedendo lo sviluppo e la diffusione di correnti artistiche indipendenti. Nel XVIII secolo la cultura dell’Illuminismo accrebbe il fervore didattico delle accademie, che si moltiplicarono in tutta Europa, diffondendosi anche nei centri minori; l’apertura a nuovi aspetti del sapere e della tecnica artistica conobbe tuttavia una brusca battuta d’arresto con la Restaurazione, che impose il ritorno a forme e stili ufficiali, e all’imitazione di una ristretta rosa di modelli consacrati. Nel corso dell’Ottocento, tuttavia, molti artisti rigettarono i canoni stabiliti dalle accademie, ad esempio dall’Ecole des Beaux-Arts di Parigi, per intraprendere una propria ricerca personale ed elaborare nuove maniere espressive. Un ruolo fondamentale in questo moto epocale di rinnovamento del fare artistico fu assunto dal movimento romantico, che propugnava l’assoluta libertà del pittore e dello scultore da ogni regola o tradizione ufficiale. Tale impostazione teorica si consolidò nella seconda metà del secolo, attraverso le correnti e le scuole che fecero dell’espressione soggettiva dell’artista il punto centrale della propria ricerca (in primo luogo, l’espressionismo). Dopo le esperienze delle avanguardie novecentesche, attorno al 1930 il termine “accademico” aveva ormai assunto una connotazione dispregiativa, utilizzata per indicare un’opera fredda e priva di originalità. Il dadaismo e il surrealismo diedero il definitivo scossone alla “torre d’avorio” della tradizione dell’arte ufficiale e codificata, aprendo la strada ai numerosi movimenti spontanei e in continua evoluzione del secondo dopoguerra. Negli anni Settanta, tuttavia, si assistette a un ritorno d’interesse per le varie manifestazioni dell’arte accademica, sull’onda della riconsiderazione promossa da diversi settori della storia e della critica dell’arte.
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