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Ode

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Parini: La salubrità dell’ariaParini: La salubrità dell’aria
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1

Introduzione

Ode Componimento poetico di contenuto amoroso, storico, civile e morale, dai toni elevati e struttura metrico-formale variabile.

2

L’ode nell’età classica

Nell’antica Grecia si definiva odé (“canto”) la poesia lirica, originariamente accompagnata dalla musica. Fra il VII e il V secolo a.C. composero odi autori come Saffo, Alceo e Pindaro. Già a partire dalla poesia alessandrina (vedi Letteratura greca) l’ode perse l’accompagnamento musicale; nella letteratura latina il termine divenne sinonimo di carmen (dal latino canere, “cantare”) e fu usato per le opere di poeti quali Orazio e Catullo.

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L’ode nell’età moderna

A partire dal Rinascimento vi fu una notevole ripresa dell’ode di tipo oraziano e pindarico. La prima, caratterizzata da una grande varietà di forme metriche (lo stesso Orazio usò nelle sue Odi 19 metri diversi), era inizialmente costituita da due quartine, poi da strofe di cinque o sei versi in endecasillabi, settenari o misti; l’ode pindarica invece, analogamente a quanto avveniva nel coro della tragedia greca, aveva una struttura tripartita in strofe, antistrofe ed epodo.

In entrambi i tipi si distinsero, accanto agli italiani Gian Giorgio Trissino, Luigi Alamanni e Bernardo Tasso, il francese Pierre de Ronsard e altri esponenti della Pléiade, che si ispiravano al poeta greco Anacreonte. L’ode si presenta anche in forma di epitalami o carmi nuziali, come quelli dell’inglese Edmund Spenser. Il modello oraziano fu seguito nella poesia inglese del XVII secolo da Ben Jonson e Andrew Marvell, mentre quello pindarico si ritrova nell’ode On the Morning of Christ’s Nativity di John Milton.

Nella letteratura italiana sei-settecentesca, dopo l’esempio di Gabriello Chiabrera, che importò il modello ronsardiano, si affermò lo schema metrico tripartito, che assecondava l’altrettanto regolare suddivisione del contenuto (annuncio dell’evento da celebrare, racconto mitico e conclusione). Un esempio di questo tipo, con qualche variante nella struttura metrica, si trova nell’ode di Vincenzo Monti Al signor di Montgolfier, una delle più famose del neoclassicismo italiano. Odi neoclassiche furono composte anche da Giuseppe Parini, Ugo Foscolo e Friedrich Hölderlin, mentre Alessandro Manzoni usò questa forma poetica per esprimere contenuti politici e civili.

Fra le odi commemorative si ricordano quelle degli inglesi John Dryden (che si richiamò alla tradizione classica riprendendone l’accompagnamento musicale) e Alexander Pope. Al poeta preromantico William Collins seguirono, nel romanticismo, Percy Bysshe Shelley (Ode al vento occidentale) e John Keats (Ode su un’urna greca).

Nella seconda metà dell’Ottocento le Odi barbare di Giosue Carducci riprodussero in versi italiani le forme metriche greche e latine.

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