Scelti da Encarta
I migliori testi sull'argomento Maometto, scelti dalla redazione di Encarta
Elementi correlati
Cerca in Encarta
Cerca in Encarta informazioni su Maometto

Risultati di Windows Live® Search

  • Maometto

    Maometto, nato a La Mecca nel 570 e morto a Medina nel 632, è il fondatore dell'Islamismo. Da giovane fu cammelliere al servizio della ricca vedova Khadigia, che poi sposò.

  • Maometto

    La Gioventù . Maometto nasce alla Mecca nel 571. Il padre ‘Abd Allah muore poche settimane prima della sua nascita. A sei anni perse anche la madre.

  • Maometto - Wikipedia

    Maometto ( arabo : محمد بن عبد الله بن عبد ﺍﻟﻤﻄﻠﺐ ﺍﻟﻬﺎﺷﻤﻲ , Muḥammad ibn ˁAbd Allāh ibn ˁAbd al-Muţţalib al-Hāshimī ; Mecca ...

Tutti i risultati in
Risultati di Windows Live® Search

Maometto

Articolo
Multimedia
Morelli: La preghiera di MaomettoMorelli: La preghiera di Maometto
Struttura articolo
1

Introduzione

Maometto Nome italianizzato di Muhammad o Mohammed (La Mecca 570 ca. - Medina 632), principale profeta dell’Islam, da talune fonti considerato il fondatore di questa religione, nonostante ciò sia una semplificazione da un punto di vista storico e religioso. In una prospettiva religiosa, l’Islam è per i musulmani monoteismo puro, fede nella dottrina dell’unicità di Dio che Allah ha rivelato all’umanità a partire dalla creazione per mezzo di numerosi profeti; da un punto di vista storico l’Islam, quale noi lo conosciamo, è una religione complessa e non va quindi intesa come opera di un singolo individuo.

2

La vita di Maometto secondo la tradizione

Le fonti per la ricostruzione di una biografia di Maometto sono testi scritti in arabo da eruditi musulmani: i più antichi risalgono, nella forma pervenutaci, a più di un secolo dopo la sua morte, avvenuta nel 632 dell’era volgare (e il più antico tra essi è la Sira di Ibn Ishaq, morto nel 768). Anche le fonti successive, non sempre coerenti e uniformi, spesso contengono diverse versioni del medesimo fatto, e ciò implica la necessità di una valutazione critica dei dati disponibili.

2.1

Alla Mecca

Si vuole che Maometto sia nato alla Mecca, allora importante centro commerciale dell’Arabia occidentale (nella regione dell’Higiaz). Una tradizione comunemente accettata fa risalire la sua nascita all’“anno dell’Elefante”, con riferimento all’anno in cui il governatore abissino dello Yemen inviò alla Mecca una spedizione (di cui faceva parte un elefante) per distruggere la Kaaba, cioè, secondo gli studiosi moderni, intorno al 570 d.C.

La tradizione riporta notizia di segnali e di portentosi eventi sovrannaturali in occasione del concepimento e della nascita del Profeta. Suo padre Abd Allah apparteneva al clan hashimita della tribù dei Quraysh, che dominavano la Mecca e ne costituivano buona parte della popolazione; morì prima della nascita di Maometto, e la madre, Amina, morì quando egli era ancora bambino. Si racconta che da giovane Maometto visitò la Siria con lo zio Abu Talib alla testa di una carovana di mercanti. A Bassora (Siria) il monaco eremita cristiano Bahira riconobbe nel giovane il futuro Profeta, inviato di Dio, in ragione di alcuni segni che portava sul corpo e di alcuni fenomeni miracolosi che avevano accompagnato la sua venuta.

Secondo la tradizione musulmana, Khadija, la ricca vedova di un mercante, non più giovanissima, assunse il giovane Maometto come amministratore e, colpita dalla sua onestà e dal suo acume, lo sposò. Si dice che Maometto avesse allora 25 anni e che, finché Khadija rimase in vita, non ebbe altre mogli. Dopo la sua morte, invece, si sposò più volte e la preferita fu la giovane Aisha, figlia di colui che diverrà il primo califfo dell’Islam, Abu Bakr.

Secondo una delle tradizioni più diffuse Maometto ebbe la sua prima esperienza profetica intorno ai 40 anni, mentre si trovava in ritiro in una caverna sul monte Hira, non lontano dalla Mecca. Qui gli apparve l’arcangelo Gabriele che lo indusse a “proclamare” (iqra, dal verbo qara’a che vuol dire “leggere”, “proclamare”) quello che è l’inizio della sura 96 del Corano: “Proclama in nome del tuo Signore che ha creato l’uomo da un grumo di sangue! Proclama che il tuo Signore è magnifico, Colui che ha insegnato all’uomo l’uso del calamo, gli ha insegnato ciò che non sapeva”. Le rivelazioni ripresero in seguito e continuarono per tutta la vita del Profeta.

Alla morte di Maometto esse furono raccolte per formare il Corano, ma non organizzate secondo un ordine cronologico. Gli esegeti musulmani riuscirono a stabilire una relazione tra le sure del Corano e gli episodi della vita del Profeta, ipotizzando che le prime rivelazioni fossero brevi, caratterizzate da un linguaggio vigoroso, anche poetico, e incentrate sul monito che gli uomini saranno inevitabilmente giudicati da Dio per la loro condotta terrena e severamente puniti. Con il tempo e con il crescere dell’autorità di Maometto sulla prima comunità musulmana a Medina, si ritiene che le rivelazioni fossero diventate più lunghe, avessero perso il loro carattere di urgenza e fossero più dirette alla soluzione di problemi pratici.

Esistono due racconti che, secondo la tradizione, sono all’origine dell’attività profetica di Maometto: il primo riporta la visita fattagli, mentre dormiva, da due angeli che, apertogli il petto, asportarono ogni traccia di incredulità e di peccato; il secondo narra di Maometto portato di notte attraverso i cieli dal suo giaciglio al trono di Dio per ritrovarsi, la mattina dopo, di nuovo alla Mecca. Si tratta della famosa narrazione del viaggio notturno (Isra, Sure 53; 72; 17) che ha ispirato tante allegorie della mistica islamica (vedi Sufismo) e che ha forse influenzato la Divina Commedia di Dante.

I primi seguaci di Maometto alla Mecca non erano né numerosi né potenti: egli fu infatti contrastato dalla maggioranza dei cittadini, che lo accusavano di sovvertire la religione dei padri. Episodio controverso è quello dei “versetti satanici”, secondo cui Maometto, disperando di fare proseliti con la sua predicazione, fu tentato da Satana a spacciare come rivelazione divina alcuni falsi versetti, che riconoscevano tre dee adorate dagli abitanti della Mecca e le accoglievano nell’Islam come intermediarie tra Dio e gli uomini; di conseguenza, gli abitanti della Mecca accettarono l’islamismo. In seguito, tuttavia, Gabriele si manifestò a Maometto per riferirgli che gli ultimi versetti rivelati non provenivano da Dio, bensì da Satana; le tre dee erano “semplici nomi”, privi di potere e realtà. Quando i veri versetti vennero rivelati agli abitanti della Mecca, questi ultimi abbandonarono l’Islam per riabbracciare l’antica religione pagana.

2.2

A Medina

L’opposizione a Maometto alla Mecca fu tale da costringere il Profeta a rifugiarsi (622) con alcuni seguaci nella piccola oasi di Yatrib, antico nome di Medina, circa 200 miglia a nord. L’evento, noto come egira, rappresentò una svolta e segnò l’inizio del calendario musulmano. A Yatrib venne fondata la prima comunità musulmana (umma), inizialmente costituita da pagani, numerosi ebrei e seguaci della nuova fede di Allah, con il prevalere negli anni seguenti di quest’ultimi, benché molti avessero accettato l’Islam per convenienza più che per convinzione (le imposte erano minori). Pochi ebrei accettarono l’Islam e i rapporti con Maometto si deteriorarono al punto che egli finì per cacciarne o giustiziarne molti per complotto.

La crescente autorità di Maometto era dovuta ai suoi successi militari. Gli attacchi sferrati alle carovane della Mecca portarono all’importante vittoria di Badr nel 624. Nonostante la sconfitta nella battaglia di Uhud (625) gli assalti nemici a Medina vennero sventati nella battaglia del “fossato” (627). Col crescere del suo prestigio personale, le tribù vicine cominciarono a stringere accordi con Maometto e ad accettare l’Islam. Nel 628 egli concluse il trattato di al-Hudaybiyya con la Mecca, che, a parte qualche concessione, di fatto equiparava la sua comunità al rango di quella della Mecca. Nel 630 Maometto riuscì ad assumere il controllo della Mecca i cui abitanti, fino ad allora ostili, accettarono l’Islam. La Kaaba, che era divenuta il centro dell’islamismo, divenne ora accessibile a tutti i musulmani.

In seguito alla conquista della Mecca, il prestigio e l’autorità di Maometto continuarono a diffondersi in Arabia e le forze musulmane raggiunsero la Siria meridionale. Nel 632 Maometto si recò per l’ultima volta da Medina alla Mecca per compiere il pellegrinaggio (hagg), noto come “Pellegrinaggio di Addio” perché poco dopo, tornato a Medina, il Profeta morì: era l’8 giugno dell’anno 632 (11º egira). Fu sepolto nella sua casa a Medina e sulla sua tomba sorse la seconda più importante moschea dell’Islam.

Precedente
|
Successiva
Trova nell'articolo
Anteprima di stampa
Invia




© 2008 Microsoft